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«Vi racconto mio papà, che aiutò gli ebrei e pagò con la vita. Oggi per la Chiesa è beato»
di Luigi Lamma
Paola è figlia di Odoardo Focherini, portato via dalla sua amata famiglia. Era l’amministratore de “L’Avvenire d’Italia”, cresciuto nell’Azione Cattolica. Finì a Fossoli di Carpi e poi morì nel campo di concentramento di Flossenburg. «Mamma non ci ha mai detto chi lo arrestò: non voleva che odiassimo».
Sposo fedele e padre amorevole, nel 1930, si unì in matrimonio con una giovane, Maria Marchesi, anch’essa originaria del Trentino, della Val di Non, per realizzare il sogno di una famiglia cristiana aperta alla vita. In pochi anni dall’amore di Odoardo e Maria vennero al mondo ben sette figli Olga, Maddalena, Attilio, Rodolfo, Gianna, Carla e Paola. Quel giorno, l’11 marzo 1944, alla mattina, come sempre con una gran festa, salutarono il “babbo” che andava al lavoro ma non lo videro più ritornare. Inizia così un tempo di straziante attesa, animato dall’incrollabile speranza che prima o poi tutto si sarebbe chiarito e il ragionier Focherini avrebbe potuto riabbracciare la moglie e i figli, sarebbe ritornato al suo lavoro e al suo servizio per il quotidiano cattolico. Passano le settimane prima nel carcere di Bologna, poi il trasferimento nel campo di Fossoli di Carpi, dove attraverso il filo spinato delle recinzioni, rivede la sua Maria da lontano. […]
«Con la morte del “babbo” la mamma si ritrovò con una famiglia numerosa, tante bocche da sfamare e da far studiare. Non mancarono gli aiuti, discreti e nascosti delle persone semplici, dei veri amici di famiglia, a Carpi, all’Avvenire, come quelli delle Valli trentine dove siamo sempre ritornati per le nostre vacanze. Sia a Rumo che a Peio siamo stati molto aiutati», afferma Paola. I ricordi e le onorificenze solo in parte hanno colmato il vuoto e lenito la ferita di una vita trascorsa senza aver potuto conoscere il proprio “babbo”. Paola negli anni ha portato la sua testimonianza in innumerevoli incontri. Nel tempo, gradualmente, la ferita provocata da ciò di cui è stata privata, ha lasciato il posto ad una maggiore serenità, nella comprensione del valore altissimo e attualissimo del gesto del “babbo” alla luce della fede, perché: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”.
Nel 2013 Odoardo Focherini viene proclamato beato. Nel giugno scorso nella Cattedrale di Carpi, è stato dedicato un altare al Beato Focherini e la reliquia principale posta alla devozione dei fedeli è la fede nuziale. Il segno più luminoso della promessa dell’amore eterno degli sposi tra loro in Dio. Lui Beato, loro due santi della porta accanto.