Veglia di Pentecoste

Sabato 17 maggio, in occasione della veglia di Pentecoste, la diocesi di Carpi si è riunita in preghiera ricordando la figura di Odoardo Focherini

Nel salone della parrocchia di S. Agata-Cibeno, adibito da un anno a questa parte ad aula liturgica a seguito dei danni che il terremoto ha arrecato alla chiesa parrocchiale, la sera di sabato 18 maggio si è tenuta la Veglia diocesana di Pentecoste, presieduta da mons. Francesco Cavina e curata dalla Consulta delle Aggregazioni Laicali.

Se il luogo ispirava forse minor solennità rispetto alla maestosità della Cattedrale, ove era tradizione proporre in passato questa celebrazione, lo stringersi dei fedeli intorno al Vescovo, in un bel clima di partecipazione e raccoglimento, ha maggiormente contribuito a creare quell’effetto “cenacolo”, fatto di intima presenza del Signore tra i suoi discepoli, degno preludio al dono dello Spirito Santo.

“Una tappa ulteriore verso il grande giorno della beatificazione di Odoardo Focherini”, fissata per il 15 giugno, così ha introdotto la Veglia mons. Cavina, che ha ricordato come lo Spirito Santo è Spirito di Santità, perchè consente a chi lo riceve di assimilare il Vangelo in tutta la sua profondità.

Se nella Via Crucis diocesana celebrata nel tempo quaresimale, pure dedicata ad Odoardo Focherini, si era meditato e approfondito il senso del sacrificio di Odoardo, delle sofferenze sue e dei propri cari, la Veglia di Pentecoste è stata l’occasione per comprendere ove risieda la sorgente della santità nella vita di Odoardo.

“Per Odoardo e per tutti noi – ha detto il Vescovo – non esiste altra strada per realizzare il nostro destino di santità, se non quella della docilità allo Spirito Santo. Lo Spirito Santo è per noi tutto ciò che Cristo è stato per i discepoli: difensore, consigliere, protettore, sostegno. E’ lo Spirito che ci dona la luce per realizzare tutto ciò che Dio si attende da noi; è lo Spirito che ci spinge ad operare la carità, che purifica le nostre intenzioni e le nostre scelte”.

La docilità all’azione dello Spirito Santo è dunque la caratteristica più evidente nell’esperienza religiosa del futuro beato carpigiano.

“Odoardo era uno di noi, uno come noi – ha concluso mons. Cavina – che è diventato grande agli occhi di Dio e del mondo perchè ha cercato l’appoggio per la propria debolezza nel dono del Signore, nello Spirito Santo. Senza questo dono, non esisterebbe vita cristiana, non esisterebbe santità”.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La mostra

 

 

 

 

 

 

 

Foto e testo di Corrado Corradi