Senza parole

Domenica sera è salito alla casa del Padre don Claudio Pontiroli,
postulatore diocesano della Causa di Beatificazione di Odoardo Focherini.
Preghiamo e speriamo che Odoardo ricordi i suoi meriti al Padre

Arrivederci

 

Arrivederci Pippo

Il 29 febbraio, a seguito di lunga malattia, ci ha lasciati Pippo Riva figlio di Allegra e Dino.
Chi era Dino Riva? L’ex commilitone di Silvio Borghi, il casaro mirandolese che accompagnò i primi salvati dalla rete di don Dante Sala e Odoardo Focherini in fuga verso la Svizzera.
Borghi, non sapendo come fare per far espatriare gli ebrei Talvi che aveva conosciuto a Mirandola, si ricordò dell’ ex compagno d’armi Riva che abitava a Cernobbio, non lontano dalla frontiera. Di sera, furtivamente, precedendo la famiglia Talvi ed altri ebrei fuggiaschi, cercò la casa di Dino Riva di cui aveva solo l’indirizzo di strada (non era infatti mai stato a Cernobbio). Camminando in Via Adda, ormai a tarda sera, passando a ridosso di una finestrella intravide una luce e sentì delle voci, una delle quali gli parve essere quella di Dino Riva. Quest’ultimo lo fece entrare con i suoi “compagni di viaggio”, a fronte di un grande rischio di denuncia (e peggio) da parte dei fascisti; ospitò in casa per diversi giorni tutti gli ebrei e lì aiutò ad espatriare clandestinamente in Svizzera seguendo la via dei contrabbandieri. Il tutto senza esigere alcun compenso.
E così fece per tutte le successive occasioni, quando ad accompagnare i perseguitati era don Dante Sala, a lui sconosciuto.
Riva accettò il rischio personale e familiare (la moglie di Riva fu arrestata insieme a don Dante Sala nel corso di uno dei viaggio della salvezza) senza pentirsi.
Pippo allora era un adolescente, si ricordava di questi “figuri” che arrivavano a piccoli gruppi, dormivano e vegliavano in due stanze (a turni, perchè in casa Riva non c’era posto per tutti i letti). Individui sconosciuti che soggiornavano in casa sua fino al turno della guardia svizzera fidata, individui che cambiavano le loro valige “troppo appariscenti” con gli zaini da montagna per passare fra i monti, sfidando le guardie di confine e le Camicie nere.
Anche questo è stato, e anche di questo è giusto che si conservi la memoria.

La famiglia Riva

Monsignor Cavina arriva a Carpi e ricorda Odoardo

Domenica scorsa 5 febbraio, arrivando a Carpi, il nuovo vescovo mons Francesco Cavina ha incontrato alcune realtà locali.

“E’ seguito l’incontro con le autorità nel Cortile di Palazzo Pio e la visita fuori programma del Museo monumento al deportato, per ricordare il servo di Dio Odoardo Focherini morto in un campo di concentramento per aver salvato diversi ebrei e tutte le vittime della deportazione.”Avvenire, 7 febbraio 2012

Notizie 6 febbraio 2012

Nuovo Libro Nuovo Blog

Con la pubblicazione per le Dehoniane della biografia su Odoardo Focherini, vogliamo inaugurare questo nuovo blog.

La struttura rimane simile a quella del sito, ma ci permetterà di ricevere i vostri commenti e di dialogare .

Quindi, BENVENUTI!