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«La beatificazione di papa’ rende onore alla sua vita»

La famiglia del benefattore carpigiano ricorda l’intensa opera in difesa degli ebrei
La figlia Paola: «De Gasperi gli chiese di entrare in politica ma lui rifiutò»

di Serena Arbizzi

«Sono emozionatissima per questo riconoscimento così importante come la Beatificazione, che verrà ricordata nella fiaccolata di oggi. Tuttavia, per me, i miei nipoti e la mia famiglia tutta, questa non sarà propriamente una festa, perché noi, il babbo, l’abbiamo sempre nella testa e nel cuore, ed ogni rievocazione della sua figura e di quanto di straordinariamente grande ha fatto porta sempre un grande e profondo dolore. Per la sua morte a 37 anni, ma non solo». Sono intense, dirette, sincere le parole di Paola Focherini, 69 anni, la più giovane dei sette figli del grandissimo Odoardo, divenuto celebre per la sua massiccia opera di protezione a favore dei perseguitati ebrei durante la seconda Guerra Mondiale, pochi mesi prima del 15 giugno 2013, giorno in cui avverrà la Beatificazione di Focherini. «Io il babbo non l’ho mai conosciuto, non ho una foto con lui e questo è un grandissimo rimpianto, anche se ho potuto rivivere papà tramite i racconti di mia madre, Maria Marchesi, una donna eccezionale legata da un’intesa inossidabile con il babbo. Basti pensare che i primi del 1944, quando lo statista Alcide De Gasperi chiese a mio padre di entrare in politica, intuendo che di lì a poco il fascismo sarebbe crollato, il babbo domandò cosa ne pensasse alla mamma e lei gli rispose di no, perché aveva sette figli e molti impegni. Quando, però, lui le chiese se poteva dare una mano ai suoi amici perseguitati dalle leggi razziali, mia madre gli rispose senza ombra di dubbio: «Certo» e lui agì di conseguenza». Altrettanto emozionato nel ricordo di Odoardo è il nipote, Francesco Manicardi, 42 anni, giornalista e figlio di Gianna Focherini, rimasta orfana del padre a soli 4 anni. «Penso a mia nonna Maria e ai 45 anni di lutto che ha osservato, fino a quand’è morta, nel maggio 1989. – commenta Manicardi – La nonna si recava vestita di nero da via Rovighi, dove abitava con Odoardo, fino alla chiesa del Cristo Crocefisso, quasi a rimarcare il mondo carpigiano di Focherini. Si ricordavano di lui gli ebrei che sono stati salvati, ma anche un partigiano comunista come Franco Varini che a soli 17 anni ha vissuto il lager con Odoardo che ne aveva 37. Focherini era giornalista dell’Avvenire e dell’Osservatore Romano, è stato il fondatore dell’Unitalsi e dello scoutismo a Carpi. E viene ricordato sempre sorridente, nonostante i gravi pericoli che correva. Il nonno era sereno anche quando, una volta che si era diffusa la voce di una possibilità di salvezza tramite il suo operato, si ritrovava ad aspettarlo in casa, o al giornale, gli uomini e le donne che si appellavano a lui con la speranza di riscattare la propria vita da un destino atroce», conclude Francesco.

 

27 dicembre

Giovedì 27 dicembre alle ore 18.30 nella tensostruttura di piazzale Re Astolfo a Carpi (MO) il vescovo monsignor Francesco Cavina presiederà la Santa Messa, alla quale seguirà una fiaccolata per le vie del centro di Carpi fino alla casa natale di Odoardo in corso Alberto Pio.
Con questa occasione si darà inizio alle celebrazione che ci porteranno al prossimo 15 giugno.

 

 

 

Tesseramento AC

«Nel giorno in cui tradizionalmente si conferma la propria adesione ad essa,
preghiamo per l’Azione Cattolica, perchè grazie anche all’intercessione di Maria Madre di Gesù e del Beato Odoardo Focherini,
possa sempre assicurare il proprio servizio e contribuisca a formare laici innamorati del Vangelo,
capaci di rinnovare quotidianamente la propria vocazione al servizio della parrocchia,
della comunità locale, di tutti gli uomini».

Parrocchia di S. Nicolò, Carpi

Gariwo.net

da http://www.gariwo.net/pagina.php?id=6126

La forza dei Giusti, la loro grandezza, sta anche nel fatto che non sanno di esserlo, agiscono nel buio e nel silenzio, in forte contrasto con una realtà totalitaria, urlata e violenta. 
Il loro insegnamento, però, emerge, prepotentemente, diventando esempio e monito per l’umanità.
Odoardo Focherini – già Giusto tra le Nazioni (1969) e Medaglia d’oro al merito civile (2007) – ora è Beato. Lo scorso 10 maggio, proprio mentre il Parlamento europeo approvava la dichiarazione per l’istituzione della Giornata europea dei Giusti, il Papa firmava il decreto che suggellava la beatificazione di Focherini, primo beato riconosciuto tale per aver salvato degli ebrei dalla persecuzione nazi-fascista.
Nella sua quotidianità, Odoardo Focherini ha saputo leggere i tempi in cui viveva senza farsi confondere dalla propaganda dilagante, ma rimanendo legato ai propri valori, alla fede che ha sempre cercato di vivere coerentemente in famiglia, nel lavoro e nell’impegno nella società. 
Proprio per questo non ha potuto né voluto rimanere indifferente davanti alla sofferenze di amici, conoscenti, ma anche di sconosciuti che gli hanno chiesto aiuto.
Non li ha guardati con gli stereotipi del tempo, non si è rapportato a loro secondo il concetto di superiorità razziale: ha visto in loro uomini, donne e bambini in seria difficoltà e si è attivato per salvare loro la vita.
Per questa sua azione coraggiosa, condivisa con don Dante Sala (anche lui riconosciuto Giusto nel 1969) ed altre persone, Odoardo viene arrestato, imprigionato e deportato. Nemmeno in questi mesi perde la dignità e la forza: nelle lettere conservate dalla famiglia, traspare tutta la sua fede, la convinzione di avere agito bene, secondo coscienza.
Ormai alla fine del suo percorso terreno, Odoardo nell’infermeria del campo di annientamento di Hersbruck ha ribadito di voler dedicare la sua sofferenza e la morte per la sua famiglia, la Chiesa “e per il ritorno della pace nel mondo”.
Ora anche la Chiesa che Odoardo ha sempre sentito sua, portatrice del messaggio evangelico di amore e attenzione al più povero e bisognoso, lo indica come esempio fulgido da seguire.
La celebrazione ufficiale si svolgerà a Carpi (MO) il prossimo 15 giugno 2013; nel frattempo si è costituito un comitato per la realizzazione di eventi e progetti che portino ad una riscoperta di questa figura e della sua straordinaria attualità.
Maria Peri