San Bernardino

Da: https://www.agensir.it/quotidiano/2021/5/15/diocesi-carpi-la-festa-del-santo-patrono-san-bernardino-da-siena-sara-celebrata-giovedi-20-maggio-alle-20-30-la-messa-con-il-vescovo-castellucci/

Mercoledì 19 maggio, vigilia della festa del patrono della città e diocesi di Carpi, saranno i canonici della cattedrale, in modo pubblico, ad accompagnare il busto reliquia di San Bernardino da Siena dalla chiesa intitolata al santo alla cattedrale attraverso le vie cittadine.
Dopo la preghiera del vespro, alle ore 17, nella chiesa di San Bernardino da Siena, alle ore 17.15 partirà il corteo che nel percorso effettuerà alcune soste significative. La prima alla chiesa dell’Adorazione in via San Bernardino, per poi proseguire su corso Alberto Pio con tappa e momento di preghiera di fronte alla casa natale del beato Odoardo Focherini, quindi il cammino prosegue con una sosta successiva davanti al Municipio. Di lì, i canonici proseguiranno con la reliquia sostando alla lapide commemorativa dei 16 martiri trucidati nell’agosto del 1944, per terminare con l’arrivo in cattedrale. Qui il busto reliquia del santo patrono resterà esposto per la preghiera dei fedeli.
Nel più rigoroso rispetto delle norme contro la diffusione della pandemia i fedeli che lo desiderano potranno sostare in corrispondenza delle tappe previste nel percorso per unirsi alla preghiera, senza creare assembramenti, mantenendo i distanziamenti come previsto dalle norme vigenti in materia di protocolli anti covid-19.
Giovedì 20 maggio alle ore 20.30 il vescovo di Carpi, mons. Erio Castellucci, presiederà la messa pontificale in cattedrale, nel corso della quale sarà conferito il ministero dell’accolitato ai due seminaristi Francesco Cavazzuti e Davide Lovascio.
In considerazione della capienza limitata della cattedrale per consentire ad un maggior numero di fedeli di seguire la celebrazione in onore del patrono di Carpi è prevista la trasmissione in diretta alle ore 20.30 su Tvqui (canale 19 ddt o in streaming www.tvqui.it).

I miei figli, voglio prima rivederli…

Oggi, 13 maggio, Gianna Focherini, quintogenita di Odoardo e Maria, è salita al Padre.

Ringraziamo il Signore per averci fatto vivere la sua intelligenza, la sua cultura, la sua precisione, la sua grande capacità narrativa, la sua voglia di cantare, il suo amore per la montagna e le sue crostate.

Mirandola, 1941. Gianna Focherini è la bimba in basso a destra.

Nel giugno 1946 la figlia Gianna riceve Eucarestia e cresima e Maria le scrive questo biglietto: «La tua mamma e i tuoi fratellini in questo giorno bello si uniscono a te per gustare la tua stessa gioia. Con ogni migliore augurio ti diamo un grosso bacio che è anche il bacio di Babbo che dal cielo, più vicino di quanto siamo vicini noi, gioendo con te ti benedice».

Rosario Livatino beato

da: https://www.prospettive.eu/2021/05/10/rosario-livatino-e-finalmente-beato-la-sua-festa-sara-il-29-ottobre/

di Giuseppe Adernò

La Sicilia terra di Santi, di Martiri e di Eroi è stata ancora una volta benedetta con la solenne beatificazione del Giudice Rosario Livatino, il primo magistrato laico che sale agli onori degli altari.
Definito martire “in odium fidei” diventa modello di fede e di testimonianza cristiana, avendo sempre pregato “con il Vangelo in mano” e “con la Costituzione ed il Codice nella mente”. […]

La camicia azzurra insanguinata che indossava il 21 settembre del 1990, quando fu ucciso dai sicari della cosca mafiosa “Stidda” è ora una preziosa reliquia da venerare e “il suo sangue diviene seme di cambiamento, trasformazione e rinascita” per la terra di Sicilia.
La Messa di beatificazione, nella cattedrale di Agrigento presieduta dal Card. Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, con la partecipazione dei Vescovi di Sicilia è stata introdotta dalla presentazione del postulatore Mons. Vincenzo Bertolone, arcivescovo di Catanzaro-Squillace. Il “piccolo Davide “, appellato anche “giudice ragazzino” ha vinto la prepotenza del “Golia Cosa Nostra” e il grido solenne di Giovanni Palo II “Convertitevi, un giorno verrà il giudizio di Dio”. […]

Rosario Livatino insieme a Don Pino Puglisi, ucciso nel settembre del 1993, come risposta violenta della Mafia all’anatema di Giovanni Paolo II sono le colonne portanti della cattedrale della legalità che s’intende costruire, seguendo l’esempio di così insigni Maestri e Testimoni. […[]

La sua scelta coerente per i valori e i principi cristiani gli è costata ieri la morte, oggi la gloria della beatificazione, e Rosario Livatino arricchisce la schiera dei “giovani beati” dell’Azione Cattolica : profeti e martiri del nostro tempo: Pier Giorgio Frassati, Alberto Marvelli, Ivan Mez, Maria Sagheddu, Odoardo Focherini, Pierina Morosini, Marcel Gallo , Teresio Olivelli e i sei giovani martiri messicani. I loro messaggi e la testimonianza della loro vita, giungono al cuore dei giovani per un cammino di rinnovamento spirituale ponendosi ogni giorno “Sub tutela Dei” come registrava nell’agenda con la sigla “STD” il “piccolo giudice”.

Le parole di Livatino: “Nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti ma credibili”, sono confermati dal suo impegno di vita professionale, nel fare bene ogni cosa e dare alle azioni comuni la valenza delle cose eccezionali.

Il dono di sè

Da: https://www.agensir.it/quotidiano/2021/4/28/diocesi-mons-manicardi-vicario-carpi-il-dono-di-se-unica-risposta-autentica-alla-violenza/

Diocesi: mons. Manicardi (vicario Carpi), “il dono di sé unica risposta autentica alla violenza”

28 aprile 2021 @ 13:14

“Nella sua vita terrena, Odoardo Focherini non sapeva certo dove sarebbe passato e dove sarebbe andato a finire. Sapeva però di conoscere bene la via da percorrere. Era Gesù la via sicura”. Lo ha detto il vicario generale di Carpi, mons. Gildo Manicardi, che ha accompagnato i tre momenti della manifestazione per il 25 aprile con la preghiera e alcune brevi riflessioni. “Anche nelle incertezze del nostro cammino verso la fine pandemia, che speriamo con tutto il cuore, noi sappiamo ben poco. La stessa cosa vale dell’atteso dopo pandemia: anche di questo futuro conosciamo ben poco. Possiamo però conoscere la vera via. Chi si fida della ‘Via’, che è il Figlio di Dio e di Maria, anche se soffre incertezze, è sicuro di dove appoggiare i suoi passi, sa dove va ed è tirato fuori dall’incertezza e dallo scoramento”.
Soffermandosi sulla realtà della pandemia, mons. Manicardi ha ribadito che “la virtù della fortezza non è solo un bene personale e privato, ma è una merce preziosa che gli altri possono sfruttare”. “Dove si è circondati dal coraggio e dalla forza, si è tutti più sicuri. Pensiamo cosa ha voluto dire, per tanti, incontrare un medico, un infermiere, un volontario, un amico coraggioso. Siamo riconoscenti che accanto alle sventure ci incoraggia la forza, spesso, di un vero fratello. Cerchiamo anche oggi di essere utilmente coraggiosi”.
Infine, il ricordo della morte di 16 giovani trucidati, 76 anni fa, in piazza. “La piazza di Carpi è davvero la piazza dei martiri. In essa ha vissuto Odoardo Focherini e anche nella rappresaglia del 16 agosto ci fu qualcuno che testimoniò il dono di sé. La capacità di soffrire per gli altri – come fece Gesù – è l’unica risposta autentica alla violenza e alla riduzione della cattiveria e della crudeltà che soffoca tanti cuori, forse anche oggi”.