Carlo Bianchi

Carla Bianchi, figlia di Carlo, riceve il diploma per l’albero dedicato al padre

Dodici nuovi iscritti nel Giardino Virtuale “Giusti del Monte Stella”, lo spazio creato nel 2017 sul sito di Gariwo per accogliere le segnalazioni e le testimonianze dei cittadini su figure dimenticate o sconosciute meritevoli di essere ricordate. La cerimonia di consegna delle pergamene ai familiari, originariamente prevista per il 6 marzo, si è tenuta questa mattina nell’Anfiteatro “Ulianova Radice”. La scelta dell’Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano – composta da Comune di Milano, Gariwo e UCEI, per il 2020 per il Giardino Virtuale, ratificata dal Comitato dei Garanti – si è diretta su figure esemplari che si sono distinte per aver reagito alle sopraffazioni e alle ingiustizie in difesa di altre persone e della dignità umana. Sono: Francesco Quaianni, Emily Bayer, Padre Italo Laracca, Carlo Bianchi, Padre Andrey Sheptytskyy, Famiglia De Regibus, Leonilde Simonazzi, Reinhold Chrystman, Carlo Tagliabue, Nella Molinari e Luigi Cortile, cittadini che, durante la Seconda guerra mondiale, hanno salvato gli ebrei rischiando la vita. Oltre a loro è stato scelto anche Franco Basaglia, lo psichiatra che introdusse in Italia una nuova terapia per i disturbi mentali, fondata sul rispetto dei pazienti, e pose le basi della Legge 180, detta poi “Legge Basaglia”, di riforma dell’assistenza psichiatrica con la chiusura dei manicomi.

Carlo Bianchi ha incontrato Odoardo Focherini e hanno condiviso quotidianità e preghiera per una settimana, fino a quando Bianchi è stato fucilato al Poligono di tiro di Cibeno.

La biografia: https://it.gariwo.net/giusti/biografie-dei-giusti/shoah-e-nazismo/storie-segnalate-dagli-utenti/carlo-bianchi-21332.html

Laboratori

Sabato 10 e domenica 11 ottobre a Carpi la due giorni di studio sull’attualità del Beato Odoardo Focherini. Il confronto nei laboratori tematici e l’appuntamento per i giovani.

Per partecipare ai laboratori e all’evento dedicato ai giovani è obbligatoria la prenotazione. nel rispetto delle norme di sicurezza, all’indirizzo e-mail: casalgrandi.m@gmail.com

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Laboratorio “Pace e inclusione” Fra i diversi avvenimenti vissuti nel tempo acuto della pandemia, uno di quelli che forse ha maggiormente toccato l’immaginario di non poche persone della nostra Diocesi, è stata la preghiera inter-confessionale fatta prima in piazza a Carpi e poi all’ospedale di Mirandola. “Tali momenti – afferma don Luca Baraldi – hanno portato ad evidenza un dato sul quale, spesso, si sorvola: la molteplicità delle fedi, delle espressioni religiose e di pensiero presente nei nostri territori è una risorsa importante per la costruzione di una città più umana, solidale, per la ricerca e la realizzazione di quel bene comune che tutti desideriamo. In particolare, vedere raccolti nel pubblico spazio, rappresentanti di diverse religioni, ha fatto affiorare alcuni interrogativi che, oggi più che mai, appaiono ineludibili per ogni organizzazione di fede: qual è il ruolo delle religioni nella società plurale? È possibile collaborare per un futuro condiviso e fraterno? In che modo avviare cammini di maggiore conoscenza, condivisione, stima e collaborazione? Per tutte queste domande si tenterà di cercare qualche risposta nel convegno e nel laboratorio che si terrà presso la parrocchia di San Giuseppe a Carpi, sabato 10 ottobre, alle 15.30, dove, partendo dall’esperienza vissuta insieme nel lockdown, si cominceranno a produrre piccoli passi verso una società più solidale”.

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Laboratorio “Dignità, fragilità, e distanziamenti: nuovo stile nelle relazioni” “Nella seconda guerra mondiale Odoardo Focherini, pur rimanendo ancorato all’amore verso la moglie e la famiglia, non esitò a costruire giorno dopo giorno nuove strategie nascoste per aiutare e salvare uomini, donne e intere famiglie che avevano perso casa, lavoro, affetti e rischiavano addirittura la vita. Ed oggi, – si chiede Irene Ciambezi – di fronte alla pandemia, minaccia imprevista alla salute e alla serenità familiare che riguarda tutti, senza distinzioni, quali difficoltà siamo chiamati ad affrontare ogni giorno? Quali strategie abbiamo messo in campo durante e dopo il lockdown per non svilire la qualità delle relazioni e superare le tante fragilità emerse nelle famiglie della nostra diocesi?”. Nel corso del Convegno “Il tempo di Focherini e la società post pandemia: capaci di diventare popolo solidale”, il laboratorio che si terrà sabato 10 ottobre, alle 15, presso il Palafeste Cherubino Comini in via Dorando Petri 13 a Mirandola, vuole dare spunti ed essere occasione di scambio proprio su questi interrogativi. Un video con le esperienze vissute da alcune realtà diocesane che hanno particolare attenzione verso le famiglie e i nuclei madre-bambino (Consultorio familiare diocesano, Agape di Mamma Nina, Centro aiuto alla vita, Venite alla festa, Comunità Papa Giovanni XXIII) darà il la all’incontro corredato anche da testimonianze di medici e insegnanti in prima linea in questa pandemia. All’appuntamento, che intende coinvolgere in modo particolare le famiglie della Diocesi, sono stati invitati anche Assessori e Sindaci del territorio per cercare insieme un nuovo stile nelle relazioni che non lasci indietro nessuno, specialmente i più fragili e cercare idee e strategie per migliorare la prossimità e la solidarietà nei quartieri e nelle frazioni, superando la paura, i lutti e il senso d’impotenza che caratterizza questo momento della storia mondiale”.

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Laboratorio Giovani “Il coraggio della speranza” Il momento del convegno rivolto ai giovani ha come titolo: Il coraggio della speranza: quali giovani per quale futuro? Si svolgerà presso la Parrocchia di Quartirolo domenica 11 ottobre dalle ore 17. Introdurrà i lavori il Prof. Luca Diotallevi, sociologo e docente all’Università Roma Tre, e si proseguirà in serata con la cena presso la Parrocchia di Santa Croce (ore 20). Negli ultimi mesi hanno partecipato ai lavori del gruppo – coordinati da Matteo Casalgrandi – don Antonio Dotti, don Riccardo Paltrinieri, don Severin Ngueliassi Kouadjo, l’Assessore alle politiche giovanili del Comune di Carpi, Davide Dalle Ave, Samuele di Iorio per l’Agesci Zona di Carpi e Davide Dotti per l’Azione Cattolica diocesana. “Dopo i mesi del lockdown – sostiene Matteo Casalgrandi – si è percepito quanto, ancora una volta, il mondo giovanile sia duramente colpito da uno scenario complicato in cui tanti, a causa dei divari sociali, economici, relazionali, rischiano di essere lasciati indietro. Sono state invitate a partecipare a questo importante momento di incontro e confronto – per certi versi inedito – numerosi movimenti, associazioni e gruppi appartenenti al mondo ecclesiale ma non solo: anche realtà territoriali con cui si vuole creare un percorso di dialogo”.

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Laboratorio Pandemia La pandemia, che ancora stiamo vivendo anche se da noi in modo per ora molto più controllato rispetto ad altri Paesi, ha letteralmente svelato, non solo causato, molte cose negative che erano e sono ben presenti nella quotidianità (fragilità, povertà, malattia, carenze sanitarie, stili di vita disumani, ingiusti, insostenibili, l’ambiente ferito e devastato per mano dell’uomo anche nelle sue dinamiche essenziali …), ma anche positive (solidarietà, accoglienza, cura dei più fragili, il servizio agli ultimi ed emarginati, il desiderio di pace, di futuro, di arte, di cultura, l’impegno per un’ecologia veramente integrale …). Il Vescovo Castellucci, nel recente incontro di presentazione del suo messaggio pastorale per quest’anno 2020-2021, su questo punto ha proposto un’immagine bella ed efficace: “poiché il male di solito si impone mentre il bene sempre si propone, il bene spesso rimane nascosto. Dentro di me spesso paragono il male alle fronde di un albero quando c’è il vento e il bene alle radici, perché tanto bene spesso rimane nascosto e viene svelato solo in alcune circostanze”.Nel laboratorio del titolo “Pandemia”, in programma per sabato 10 ottobre, alle 15.30, presso il Museo diocesano a Carpi (corso Fanti 44), “ci sarà modo di ascoltare alcune testimonianze, in particolare da parte di un operatore sanitario – afferma il coordinatore Simone Ghelfi – ma anche di raccogliere e condividere le esperienze di chi si è messo a servizio dei più fragili e di chi ha avuto cura dei legami e delle relazioni comunitarie. Le domande però che guideranno il confronto, che ambisce ad essere anche molto concreto e rivolto al futuro, saranno essenzialmente queste: cosa lascia in eredità questo periodo alla città e alla chiesa? Cosa ha svelato, nel bene e nel male, e quali le principali sfide che si aprono nel presente e per il futuro? Quali ferite restano, quali paure, ma anche quali novità, quali speranze, quali possibili progetti?”.

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Un tempo per la preghiera Nella due giorni dedicata al Beato Focherini, pensata per cogliere dalla vita del martire gli insegnamenti per l’oggi, ci sarà anche un tempo per la preghiera e la riflessione, spazio dell’incontro con Dio dove si matura la scelta di servirlo nei poveri e negli esclusi. Così è stato per il giovane Odoardo, poi sposo e padre: quell’impeto straordinario a donare e a donarsi è frutto di una solida spiritualità costruita con la preghiera e l’eucaristia. Sabato 11, alle 17.30, viene proposto un momento di preghiera e meditazione musicale nel luogo della città che più evoca il suo sacrificio, il Cortile delle Steli, annesso al Museo Monumento al Deportato. Con quei nomi dei campi di concentramento incisi nel cemento, quelle steli stanno lì a ricordarci un tempo buio che ha connotato la recente storia del XX secolo. I semi di bene che anche in quel contesto di morte uomini e donne come Odoardo Focherini hanno saputo piantare e le testimonianze eroiche che è stato possibile tramandare, sono la dimostrazione che solo l’amore vince la morte e apre ad un futuro di pace e di libertà.

Conferenza stampa

Sabato 10 e domenica 11 ottobre a Carpi la due giorni di studio sull’attualità del Beato Odoardo Focherini

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Alberto Bellelli, Sindaco di Carpi: In occasione di questa iniziativa, desidero evidenziare due aspetti, per così dire, meno scontati della figura di Focherini. Il primo è l’intergenerazionalità della sua testimonianza, che si adatta perfettamente all’attuale situazione: oggi abbiamo bisogno di solidarietà intergenerazionale, perché il comportamento delle giovani generazioni, così importante nel prevenire la diffusione del contagio, possa tutelare la salute delle generazioni che rischiano di più rispetto al virus. Penso allora a Odoardo e alla moglie Maria, che condivise pienamente la sua scelta: dalla loro famiglia sono nate persone che non hanno vissuto soltanto il ricordo ma anche i valori che sono stati tramandati. Il secondo aspetto, è, per paradosso, il fatto che l’esempio di Focherini, “ribelle” alle leggi, alle regole, ingiuste del suo tempo, ci chiami alla responsabilità di costruire regole in grado di non perdere nessuno nella nostra società, tanto più nella prospettiva di ciò che avverrà nei prossimi mesi come conseguenza della pandemia. Questa non potrà mai essere una responsabilità solo delle istituzioni, ma è affidata ad un Paese intero, in cui la differenza è fatta dalle persone, con le loro relazioni quotidiane, nella capacità di adoperarsi perché nessuno rimanga indietro.

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Monsignor Ermenegildo Manicardi, Vicario generale della Diocesi di Carpi: Odoardo Focherini è il “santo della porta accanto” per noi che viviamo nella città e nella diocesi di Carpi. Un uomo ordinario, un giovane, sposo e padre di famiglia, non un intellettuale, che seppe maturare uno scatto di coscienza di fronte alle ingiustizie della sua epoca. La sua testimonianza ci sprona allora ad interrogarci: come le nostre coscienze, per così dire, scattano di fronte ai problemi attuali? Come possiamo essere popolo solidale, che si mette in ascolto e si impegna alla luce delle tante situazioni di difficoltà, rese ancora più pressanti dalla pandemia? Come Diocesi, avremmo potuto organizzare un convegno in cui riflettere sul dialogo dei cattolici, quasi fossero una categoria a parte, con il mondo di oggi. Invece, in linea con le indicazioni pastorali del Vescovo Erio Castellucci, non è questa la strada che si è scelta. Dunque, ecco un’occasione di apertura e di condivisione per tutta la cittadinanza, a Carpi e a Mirandola, perché Focherini è davvero concittadino di tutti. Non dimentichiamo mai che, nel suo testamento spirituale, pronunciato poco prima di morire, egli dichiarò di donare la vita anche per Carpi.

(Nella foto, monsignor Ermenegildo Manicardi, Alberto Bellelli, don Luca Baraldi, conferenza stampa di presentazione della due giorni dedicata al beato Focherini, 6 ottobre 2020, Municipio di Carpi)

Dalla pagina Fb della Diocesi di Carpi

Ass. Nazionale Partigiani Cattolici

La Resistenza: un futuro per la memoria

Dal 20 settembre al 2 ottobre 2020, presso il Circolo Acli Giovanni Bianchi Mostra fotografica sulla Resistenza dei cattolici in Italia e in Europa

«Se dovessi scegliere uno slogan – dice Mariapia Garavaglia presidente nazionale ANPC (Associazione Nazionale Partigiani Cristiani) – è proprio quello di collegare i resistenti italiani a tutti i resistenti europei affinché noi oggi, ricordando Bonhoeffer di Resistenza e resa, non vogliamo proprio arrenderci»

Evento del 2 ottobre alle ore 17.00:

Saluto di Francesco Manicardi, nipote di Odoardo Focherini

Intervento di Giorgio Vecchio: la Resistenza in Europa e i cattolici

Intervista

In seguito alla mostra Frida e le altre. Storie di donne, storia di guerra: Fossoli 1944, la Fondazione Fossoli ha realizzato alcune interviste ai figli delle donne citate.

Tra queste, Paola Focherini settima e ultima figlia di Odoardo Focherini e Maria Marchesi

Info e video sulla mostra:

https://www.fondazionefossoli.org/it/news_view.php?id=701