Rassegna stampa

Alcuni articoli di questi giorni citano il beato Focherini

«Il mio cinema ha avuto successo, ma non ho mai inseguito il mercato»

A tavola con Liliana Cavani

di Paolo Bricco

https://www.ilsole24ore.com/art/il-mio-cinema-ha-avuto-successo-ma-non-ho-mai-inseguito-mercato-ACMuZe8

“Neppure nelle tenebre del lager il male ha spento la fede”

Ieri ai Carpi il ricordo del 75° anniversario del martirio del Beato Odoardo Focherini

GIACOMO GALEAZZI

https://www.interris.it/diocesi-news/nel-lager-di-hersbruck-il-male-non-ha-spento-la-fede

Omelia 1 gennaio

Maria SS..ma Madre di Dio – Duomo di Carpi – 01.01.2020

– Num 6,22-27; Sal 66; Gal 4,4-7; Lc 2,16-21 –
Memoria del 75.mo anniversario del martirio del Beato Odoardo Focherini

“Talvolta ho l’impressione (…) di sentire l’accorato interrogativo tuo e dei piccoli che pesano come tremendo rimprovero”. Così scriveva Odoardo Focherini il 26 luglio 1944 a sua moglie Maria Marchesi, dal campo di Fossoli. Sapeva di essere stato arrestato e internato per il suo impegno a favore dei ricercati, specialmente dei fratelli ebrei che aveva aiutato a fuggire dall’Italia. E forse fu assalito dal dubbio: con una famiglia così numerosa, con sette figli a carico, avrò fatto bene? I bambini capiranno questa scelta rischiosa? Risponde la figlia maggiore, Olga, nel libro dedicato al padre: “Io credo che alla fine tutti abbiamo capito, grazie anche a mia madre, una donna fuori del comune”. I bambini, in effetti, capiscono: di solito capiscono prima degli adulti.

I bambini capiscono anche oggi. Uno di loro, un dodicenne di Mirandola, ha scritto un anno fa in una lettera ideale al Beato Odoardo: “Probabilmente non sarei in grado di fare quello che hai fatto tu, ma sono certo che la serenità che oggi vivo è anche grazie alle persone come te”. Mi ha colpito, le letture delle ultime settimane, questa semplice espressione di riconoscenza. Quel ragazzino dice: se io oggi sono sereno, posso andare a scuola, posso muovermi senza paura di essere arrestato, è anche grazie a te. Tradotto in un linguaggio adulto: se noi oggi siamo liberi, viviamo in una società democratica, possiamo esprimere il nostro pensiero e professare pubblicamente la nostra fede, è anche grazie a persone che, come Odoardo, hanno decentrato la loro esistenza sul prossimo. I bambini portano come dote naturale una vera e propria interpretazione della storia: il nostro presente è il frutto dell’impegno di uomini e donne delle generazioni precedenti, che noi forse non sapremmo imitare, ma che dobbiamo almeno saper ringraziare.

Oggi, Giornata Mondiale della Pace da papa Francesco quest’anno dedicata alla fraternità e alla speranza, qui a Carpi facciamo memoria di un martire della fraternità e della speranza, a 75 anni dalla sua morte nel sottocampo di Hersbruck. E i piccoli capiscono che è una memoria non vendicativa, pur nel ricordo di una sofferenza: una immensa sofferenza, se pensiamo agli 11 milioni di persone sterminate nei campi nazisti e agli altri 40 milioni morti nella seconda guerra mondiale; una memoria che per noi si veste di riconoscenza. Del resto la Chiesa, per parlare della pace, ci mette davanti agli occhi una scena modesta: una donna con un bimbo appena nato. Maria Madre di Dio: così si chiama la Solennità del primo gennaio. La pace respira il mistero, la grandezza e la fragilità di una madre che porta un neonato sulle ginocchia. Ancora una bambino, per giunta incapace di parlare, al centro della scena.

Odoardo aveva dei tratti da fanciullo. I figli ricordano come, pur immerso in una vita movimentata e frenetica, trovasse il tempo di giocare con loro, di lasciarsi mettere dei nastri in testa, di farli ridere con dei travestimenti, di insegnare canti e filastrocche. “Lasciate che i bambini vengano a me; a chi è come loro appartiene il regno di Dio”, aveva detto Gesù. E Odoardo, che amava più i fatti delle prediche, praticava la fanciullezza nel quotidiano. Era prima di tutto un uomo, “un uomo normale”, insiste la sua figlia maggiore. Uno sposo che ogni tanto discuteva con la moglie, l’adorata Maria, che davvero ha meritato metà della medaglia d’oro al merito civile assegnata al marito nel 2007: ne ha condiviso le scelte, ne ha portato le conseguenze, si è dedicata con uguale fede e concretezza alla crescita dei figli, rimasti completamente a suo carico una volta scomparso Odoardo.

Un uomo, dunque, che sapeva arrabbiarsi e piangere, attraversare il terreno del dubbio e consegnarsi alla Provvidenza. Pienamente laico, amico dei sacerdoti e stimato dai vescovi, immerso nella vita della Chiesa come scout e membro dell’Azione Cattolica, giornalista appassionato della comunicazione, giusto tra le nazioni. Cristiano normale, cioè santo; imbevuto di una fede diventata semplicemente carità. Martire, per avere creduto fino alla fine in quel Gesù che aveva abbattuto gli steccati tra galilei, giudei e samaritani, tra noi e gli altri, quel Gesù che aveva dichiarato “prossimo” chi fino ad allora era detto nemico.

La storia ufficiale, scritta nei manuali scolastici e universitari, è spesso scandita dalle dinastie dei potenti, dalle guerre tra i popoli e dalle conquiste armate. La storia reale, scritta nel cuore di Dio, è invece scandita dall’impegno dei semplici, dall’offerta quotidiana del proprio lavoro e dagli affetti domestici. Ringraziamo il Signore perché ci dona continuamente dei “santi della porta accanto”, che con la loro normalità rendono abitabile il mondo. I bambini capiscono come funziona la storia; e lo capiscono tutti quelli che, come Odoardo, conservano per tutta la vita un cuore da bambino. A chi è come loro appartiene il regno dei cieli.

Erio Castellucci, Arcivescovo Abate di Modena-Nonantola
Amministratore Apostolico della Diocesi di Carpi

Per rivedere la celebrazione: https://www.youtube.com/watch?v=cNINLacYnMI

Nuova preghiera per il beato

Padre buono, ti ringraziamo
perchè hai chiamato alla vita Odoardo,
servo buono e fedele,
cristiano semplice e generoso,
sposo e padre affettuoso,
lavoratore onesto e instancabile.
Signore Gesù, ti ringraziamo
perchè hai accompagnato al martirio Odoardo,
testimone del tuo amore fino al culmine,
operatore di pace nei recinti dell’odio,
uomo mite affidato al tuo Vangelo.
Spirito Santo, ti ringraziamo,
perchè hai trasfigurato l’esistenza di Odoardo,
reso trasparente al tuo amore
ed esemplare interprete della bontà da te infusa
nei cuori degli uomini.
Per intercessione del beato Odoardo,
sappiamo anche noi gustare la presenza di Dio
nella nostra vita quotidiana,
donando le nostre forze
per edificare la Chiesa e la società.
Amen

Erio Castellucci, Arcivescovo Abate di Modena-Nonantola
Amministratore Apostolico della Diocesi di Carpi

In occasione della celebrazione del 1 gennaio 2020, Giornata mondiale per la Pace, dedicata alla memoria del 75° del martirio del beato Odoardo Focherini

Io qui sottoscritto

Dal 24 ottobre al 9 novembre 2019 la mostra “Io qui sottoscritto. Testamenti di grandi italiani”, curata dal Consiglio Nazionale del Notariato e dalla Fondazione Italiana del Notariato, fa tappa a Firenze presso lo Spazio Mostre Fondazione CR Firenze (Via Bufalini 6, Firenze – ingresso libero), in concomitanza con il 54° Congresso Nazionale del Notariato: “La legalità al centro: crescere nel rispetto della legge” (7 al 9 novembre)

 

Testamenti di grandi italiani - mostra alla Fondazione Cr Firenze

 

Elenco completo dei personaggi in mostra: Giorgio Vasari, Alessandro Manzoni, Gioachino Belli, Alfonso La Marmora, Giuseppe Garibaldi, Camillo Benso conte di Cavour, Giuseppe Verdi, Giuseppe Zanardelli, Giovanni Verga, Antonio Fogazzaro, Eduardo Scarpetta, Giovanni Pascoli, Gabriele D’Annunzio, Giovanni Agnelli Senior, Luigi Pirandello, Grazia Deledda, Enrico Caruso, Lina Cavalieri, Guglielmo Marconi, Enrico De Nicola, Alcide De Gasperi, Papa Giovanni XXIII, Papa Paolo VI, Enzo Ferrari, Giorgio La Pira, Odoardo Focherini, Giovanni Spadolini, Giorgio Ambrosoli.

 

Testo integrale: http://met.cittametropolitana.fi.it/news.aspx?n=299257

Giornalisti a convegno

Giornalisti a convegno a Predappio per interrogarsi su razzismo e antisemitismo

A cura di Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna, in collaborazione con l’Unione cattolica stampa italiana sezione Emilia-Romagna

A Predappio, terra natale di Benito Mussolini e luogo che richiama alla memoria una parte della storia novecentesca italiana, quella del totalitarismo fascista sfociato prima nelle leggi razziali del ’38 e poi nella tragedia della guerra, si trovano a convegno i giornalisti per discutere del ruolo dell’informazione nel propagare razzismo e antisemitismo. Giovedì 10 ottobre, con inizio alle 14.30, nel teatro comunale predappiese (via Marconi 15), l’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna, in collaborazione con l’Unione cattolica stampa italiana sezione dell’Emilia-Romagna, organizza il convegno “Gli italiani e l’antisemitismo: il ruolo dell’informazione nella propaganda razzista e antisemita”. L’evento, pur inserito nel programma di formazione obbligatoria per i giornalisti è aperto a tutti e si propone una riflessione sul tema della relazione tra informazione e diffusione dell’antisemitismo in Italia. Si intende ripercorrere, dal fascismo anche prima delle leggi razziali fino all’informazione odierna online, quanto i mass media hanno assunto un ruolo rilevante nel diffondere e propagandare tematiche razziste e, specificamente, antisemite. Nell’occasione, ricorrendo il 75° anniversario della morte nel campo di concentramento di Hersbruck, verrà ricordata la figura del beato Odoardo Focherini, carpigiano, giornalista collaboratore de L’Osservatore Romano e de L’Avvenire d’Italia, deportato dai nazifascisti per la sua azione di salvataggio di ebrei perseguitati. Dopo i saluti del sindaco di Predappio, Roberto Canali, del presidente regionale dell’Ordine dei giornalisti, Giovanni Rossi, e del presidente regionale Ucsi, Matteo Billi, seguiranno gli interventi di Luciano Meir Caro, rabbino capo di Ferrara e delle Romagne, dei giornalisti e saggisti Domenico Segna e Paolo Poponessi, di Luca Alessandrini, direttore dell’Istituto Parri di Bologna e della ricercatrice storica e nipote di Focherini, Maria Peri. Con preghiera di darne notizia.

Da: http://www.forli24ore.it/news/forli/0053973-giornalisti-convegno-predappio-interrogarsi-razzismo-e-antisemitismo