Memoria Viva

Riportiamo l’articolo scritto dai familiari di Odoardo Focherini in seguito al loro viaggio in Germania, nei luoghi del martirio del padre/nonno/bisnonno.

L’articolo è pubblicato nel settimanale della diocesi di Carpi “Notizie”

“Può sembrare una semplice cronaca di viaggio ma in realtà per i familiari di Odoardo Focherini è stato come essere rapiti in un vortice di emozioni che ha unito tre generazioni nel condividere la memoria del Beato e della moglie Maria. Oltre a questo aspetto “familiare” va sottolineato il valore simbolico del ricordo del martirio di Focherini nel luogo dove si è consumato nel suo capitolo finale e del riconoscimento della sua testimonianza da parte della città e della comunità cristiana di Hersbuck, nelle diverse confessioni. Si può parlare di un martire ecumenico che si unisce nel ricordo al sacrificio di un altro autorevole personaggio come il teologo Dietrich Bonhoeffer, morto anche lui nel campo di Flossenburg.

Sabato 25 gennaio
Ore 7.30: il gruppo della famiglia Focherini, figli, nipoti, pronipoti e familiari e amici, inizia il viaggio verso i luoghi della memoria dell’orrore che è stata la seconda guerra mondiale e il sistema dei campi di concentramento nazisti, sicuri che Odoardo e Maria veglieranno dal cielo su questo cammino. Le cinque pronipoti con la loro armonia e vivacità attenuano l’emozione che gli adulti tentano di nascondere.

Domenica 26 gennaio
La prima tappa è il campo di concentramento di Flossenburg, visita assistita con guida tedesca e interprete in lingua italiana, che ci consente di capire molto della realtà del campo, il funzionamento, la storia e la dura vita dei prigionieri. All’interno si trova un museo memoriale che ricostruisce in modo preciso ed efficace la rete dei campi nazisti e in una parte ricorda alcune persone di varie nazionalità che hanno perso la vita a Flossenburg o nei sottocampi collegati tra cui Hersbruck, qui ci soffermiamo davanti al pannello con l’immagine e la biografia di Odoardo Focherini. Al termine della visita ci raggiunge il parroco di Flossenburg, padreGeorg, che era presente alla beatificazione a Carpi il 15 giugno, e insieme a lui visitiamo la chiesetta, primo Memoriale del campo, costruita nel 1948. Qui ci racconta, commosso, è stata celebrata la messa di ringraziamento per la beatificazione molto partecipata dalla comunità, contrariamente al solito.

Lunedì 27 gennaio
A Hersbruck siamo accompagnati da un gruppo di persone molto attive, tra mille difficoltà, nel tenere viva la memoria di quanto accaduto nella loro città mentre ospitava uno dei sottocampi più duri, dove i prigionieri venivano costretti a lavorare in condizioni disumane in gallerie scavate all’interno delle montagne circostanti. Oggi le tracce di questo terribile passato sono state quasi completamente cancellate, ma grazie all’opera di queste persone è stato possibile far conoscere ciò che è successo a Hersbruck. Questi amici della memoria hanno molto gradito la lettera che monsignor Francesco Cavina ha inviato quale personale partecipazione al loro lavoro di ricerca edi studio. Al mattino alcuni di noi si sono recati in una scuola superiore perché invitati ad approfondire la figura di Odoardo Focherini. È stata un’esperienza unica e molto forte: infatti nessuno di loro pensava che i famigliari avrebbero accettato l’invito e d’altra parte nessuno di noi avrebbe mai pensato di parlare di Odoardo proprio in quella città sempre conosciuta e ricordata quale luogo di sofferenza e di morte dell’amatissimo famigliare. Ora sembra impossibile che una cittadina così pacifica e sensibile sia stata capace di ospitare una così atroce mostruosità. Alle 18 con il gruppo degli amici del Memoriale siamo arri-vati, in un clima di silenzio e raccoglimento, alla chiesa evangelica dove troviamo esposto il quadro del Beato posto davanti all’altare, sembrava stesse aspettando il nostro arrivo! In chiesa sono presenti ministri di culto delle diverse confessioni cristiane e tanta gente che venuta per condividere con noi questo momento di particolare ricordo di un italiano morto nella loro città. Momento forte è la lettura della preghiera del Beato: in tedesco da una nipote e in italiano da una pronipote. Usciamo dalla chiesa in silenzio e con le candele in mano attraversiamo la città accompagnati lungo il cammino da tante persone (anziani e giovani,ma soprattutto bambini) che attendono il corteo lungo i marciapiedi e lo seguono composti e silenziosi fino al Monumento di Vittore Bocchetta, (Ohne Namen Senza Nome) unico segno tangibile dell’esistenza del campo di annientamento di Hersbruck.

Martedì 28 gennaio
Ore 8.30: si parte per fare ritorno a Carpi. Mentre salutiamo con affetto e riconoscenza gli amici di Hersbruck che ci hanno aiutato a scoprire questi luoghi di sofferenza, in ognuno di noi, la memoria viva di Odoardo e di Maria, si è trasformata nell’invocazione che entrambi ci siano da guida e riferimento nella nostra vita, così come li abbiamo sentiti vicini in questi giorni intensi.”