Memoria liturgica

Si è svolta lo scorso 6 giugno la memoria liturgica del beato Odoardo Focherini.
Sentita e viva la partecipazione di chi ha voluto ricordare il beato; in particolare l’Azione cattolica diocesana che ha così cominciato l’annuale festa.
Durante l’offertorio, con il pane e il vino, sono stati portati all’altare due portatovaglioli, regalo di nozze degli amici di AC a Odoardo Focherini e Maria Marchesi.
Per ricordare l’importantza dell’accoglienza e della convivialità in casa loro, tempo e disponibilità per gli amici, per i più bisognosi e per i sette figli.

porta tovaglioli low

 

 

 

 

 

 

Felice la coincidenza con la festa del Corpus Domini che ha dato modo al celebrante don Roberto Bisnchini di rileggere una toccante testimonianza sulla necessità di Focherini di ricevere quotidianamente l’Ecurestia:

«Mi sono chiesto da dove Odoardo avesse attinto tanto entusiasmo nell’apostolato da far ricordare la passione dell’apostolo Paolo perché Cristo fosse conosciuto, accolto ed amato – “l’amore di Cristo mi urge” – da dove gli venisse quella vitalità che lo muoveva verso ogni necessità della Chiesa, in difesa della Chiesa, nell’amore appassionato alla Chiesa; quasi un affanno, quasi volesse bruciare i tempi, un urgere di comunicazione: di offrire in semplicità a chiunque uno squarcio del suo amore a Cristo.
E mi sovvenne di quando, chierichetto in Duomo […] più volte ho visto Odoardo arrivare trafelato qualche minuto prima dell’una a fare la comunione […].
Ne aveva bisogno.
Ho capito poi tutto il resto fino all’offerta suprema: quella comunione quotidiana, quell’ostinata comunione quotidiana non era solo la molla della sua dedizione appassionata alla causa del Regno, era anche il tramite della sua comunione con i ragazzi, i giovani di AC che lì – Gesù e lui – uniti se li portavano in cuore perché potessero imparare a crescere liberi da tutto e da tutti, persino da sé stessi: per vivere totalmente la gioia dell’amore a Dio e ai fratelli.
Poi uscendo di Chiesa mi sorrideva con un “Ciao Pe”: era il sorriso di Gesù che mi scaldava il cuore.
Fra tanti credo di essere anch’io frutto – anche se tutt’ora acerbo – di quell’incontro di due che se la intendevano così bene: Gesù e Odoardo!
»
(don Giuseppe Tassi, messa in suffragio).