Focherini in biblioteca

Il Giusto Odoardo Focherini per il Giorno della Memoria

Pay > Rovigo Pay Giovedì 23 Gennaio 2020

GAVELLO

Nella ricorrenza della Giornata della memoria la Biblioteca comunale di Gavello dedica una serata a Odoardo Focherini, martire e Giusto fra le nazioni, beatificato nel 2013 per il suo esempio e l’impegno a favore degli ebrei durante i terribili momenti dell’Olocausto. Domani alle 21 ospite della Biblioteca sarà il nipote Francesco Manicardi, giornalista e scrittore, per ripercorrere la vita del nonno partendo dall’impegno civile e politico nell’Azione Cattolica fino alla prigionia e alla morte nei lager nazisti. Odoardo Focherini era un noto dirigente d’azienda ed intellettuale cattolico, medaglia d’oro al merito civile, iscritto nell’Albo dei Giusti per la sua attività a favore degli ebrei per la quale fu arrestato e deportato nel campo di concentramento di Hersbruck, in Germania, dove morì a 37 anni di età. Nel 2012, Papa Benedetto XVI firmò il decreto che ne riconosce il martirio in odium fidei, aprendo la via alla beatificazione celebrata nella sua Carpi l’anno successivo. Nella serata il nuovo Comitato di gestione della Biblioteca, che recentemente ha confermato Paolo Rimbano alla presidenza, propone la conoscenza della figura e della vita di Focherini, stimolando una profonda riflessione sul sacrificio compiuto a costo della propria vita in difesa dei più alti valori dell’umanità. Dal carcere, Focherini ebbe modo di dire al cognato: «Se tu avessi visto, come ho visto io in questo carcere, cosa fanno patire agli ebrei, rimpiangeresti di non averne salvati in numero maggiore…». La serata è aperta alla partecipazione del pubblico.M. Ten.

Pozzo “Beato O. Focherini” in Burkina Faso

Odoardo Focherini, 6 luglio 1930

Il tuo contributo per il pozzo “Beato O. Focherini” in Burkina Faso
Lo scorso 13 dicembre, in occasione dello spettacolo “Missa Gaia”, all’Auditorium San Rocco, che ha dato il via alle celebrazioni per il 75° del martirio di Focherini, Ho Avuto Sete Onlus aveva lanciato il progetto di solidarietà per la costruzione di un pozzo intitolato al Beato in Burkina Faso. Con i 501,70 euro ricevuti la sera del concerto, ed altre donazioni, i fondi raccolti ammontano attualmente ad un totale di 1606,70 euro. Durante la visita dei rappresentanti di Ho Avuto Sete, che si terrà dal 3 al 12 marzo prossimi, saranno inaugurati tre pozzi, fra cui quello che porta il nome di Focherini. Chi desidera contribuire al progetto può effettuare un versamento direttamente tramite bonifico all’Associazione Ho avuto sete, specificando la causale “Donazione Pozzo O. Focherini”. IBAN: IT42O 05387 23302 00000 2066225

Rassegna stampa

Alcuni articoli di questi giorni citano il beato Focherini

«Il mio cinema ha avuto successo, ma non ho mai inseguito il mercato»

A tavola con Liliana Cavani

di Paolo Bricco

https://www.ilsole24ore.com/art/il-mio-cinema-ha-avuto-successo-ma-non-ho-mai-inseguito-mercato-ACMuZe8

“Neppure nelle tenebre del lager il male ha spento la fede”

Ieri ai Carpi il ricordo del 75° anniversario del martirio del Beato Odoardo Focherini

GIACOMO GALEAZZI

https://www.interris.it/diocesi-news/nel-lager-di-hersbruck-il-male-non-ha-spento-la-fede

Omelia 1 gennaio

Maria SS..ma Madre di Dio – Duomo di Carpi – 01.01.2020

– Num 6,22-27; Sal 66; Gal 4,4-7; Lc 2,16-21 –
Memoria del 75.mo anniversario del martirio del Beato Odoardo Focherini

“Talvolta ho l’impressione (…) di sentire l’accorato interrogativo tuo e dei piccoli che pesano come tremendo rimprovero”. Così scriveva Odoardo Focherini il 26 luglio 1944 a sua moglie Maria Marchesi, dal campo di Fossoli. Sapeva di essere stato arrestato e internato per il suo impegno a favore dei ricercati, specialmente dei fratelli ebrei che aveva aiutato a fuggire dall’Italia. E forse fu assalito dal dubbio: con una famiglia così numerosa, con sette figli a carico, avrò fatto bene? I bambini capiranno questa scelta rischiosa? Risponde la figlia maggiore, Olga, nel libro dedicato al padre: “Io credo che alla fine tutti abbiamo capito, grazie anche a mia madre, una donna fuori del comune”. I bambini, in effetti, capiscono: di solito capiscono prima degli adulti.

I bambini capiscono anche oggi. Uno di loro, un dodicenne di Mirandola, ha scritto un anno fa in una lettera ideale al Beato Odoardo: “Probabilmente non sarei in grado di fare quello che hai fatto tu, ma sono certo che la serenità che oggi vivo è anche grazie alle persone come te”. Mi ha colpito, le letture delle ultime settimane, questa semplice espressione di riconoscenza. Quel ragazzino dice: se io oggi sono sereno, posso andare a scuola, posso muovermi senza paura di essere arrestato, è anche grazie a te. Tradotto in un linguaggio adulto: se noi oggi siamo liberi, viviamo in una società democratica, possiamo esprimere il nostro pensiero e professare pubblicamente la nostra fede, è anche grazie a persone che, come Odoardo, hanno decentrato la loro esistenza sul prossimo. I bambini portano come dote naturale una vera e propria interpretazione della storia: il nostro presente è il frutto dell’impegno di uomini e donne delle generazioni precedenti, che noi forse non sapremmo imitare, ma che dobbiamo almeno saper ringraziare.

Oggi, Giornata Mondiale della Pace da papa Francesco quest’anno dedicata alla fraternità e alla speranza, qui a Carpi facciamo memoria di un martire della fraternità e della speranza, a 75 anni dalla sua morte nel sottocampo di Hersbruck. E i piccoli capiscono che è una memoria non vendicativa, pur nel ricordo di una sofferenza: una immensa sofferenza, se pensiamo agli 11 milioni di persone sterminate nei campi nazisti e agli altri 40 milioni morti nella seconda guerra mondiale; una memoria che per noi si veste di riconoscenza. Del resto la Chiesa, per parlare della pace, ci mette davanti agli occhi una scena modesta: una donna con un bimbo appena nato. Maria Madre di Dio: così si chiama la Solennità del primo gennaio. La pace respira il mistero, la grandezza e la fragilità di una madre che porta un neonato sulle ginocchia. Ancora una bambino, per giunta incapace di parlare, al centro della scena.

Odoardo aveva dei tratti da fanciullo. I figli ricordano come, pur immerso in una vita movimentata e frenetica, trovasse il tempo di giocare con loro, di lasciarsi mettere dei nastri in testa, di farli ridere con dei travestimenti, di insegnare canti e filastrocche. “Lasciate che i bambini vengano a me; a chi è come loro appartiene il regno di Dio”, aveva detto Gesù. E Odoardo, che amava più i fatti delle prediche, praticava la fanciullezza nel quotidiano. Era prima di tutto un uomo, “un uomo normale”, insiste la sua figlia maggiore. Uno sposo che ogni tanto discuteva con la moglie, l’adorata Maria, che davvero ha meritato metà della medaglia d’oro al merito civile assegnata al marito nel 2007: ne ha condiviso le scelte, ne ha portato le conseguenze, si è dedicata con uguale fede e concretezza alla crescita dei figli, rimasti completamente a suo carico una volta scomparso Odoardo.

Un uomo, dunque, che sapeva arrabbiarsi e piangere, attraversare il terreno del dubbio e consegnarsi alla Provvidenza. Pienamente laico, amico dei sacerdoti e stimato dai vescovi, immerso nella vita della Chiesa come scout e membro dell’Azione Cattolica, giornalista appassionato della comunicazione, giusto tra le nazioni. Cristiano normale, cioè santo; imbevuto di una fede diventata semplicemente carità. Martire, per avere creduto fino alla fine in quel Gesù che aveva abbattuto gli steccati tra galilei, giudei e samaritani, tra noi e gli altri, quel Gesù che aveva dichiarato “prossimo” chi fino ad allora era detto nemico.

La storia ufficiale, scritta nei manuali scolastici e universitari, è spesso scandita dalle dinastie dei potenti, dalle guerre tra i popoli e dalle conquiste armate. La storia reale, scritta nel cuore di Dio, è invece scandita dall’impegno dei semplici, dall’offerta quotidiana del proprio lavoro e dagli affetti domestici. Ringraziamo il Signore perché ci dona continuamente dei “santi della porta accanto”, che con la loro normalità rendono abitabile il mondo. I bambini capiscono come funziona la storia; e lo capiscono tutti quelli che, come Odoardo, conservano per tutta la vita un cuore da bambino. A chi è come loro appartiene il regno dei cieli.

Erio Castellucci, Arcivescovo Abate di Modena-Nonantola
Amministratore Apostolico della Diocesi di Carpi

Per rivedere la celebrazione: https://www.youtube.com/watch?v=cNINLacYnMI

Nuova preghiera per il beato

Padre buono, ti ringraziamo
perchè hai chiamato alla vita Odoardo,
servo buono e fedele,
cristiano semplice e generoso,
sposo e padre affettuoso,
lavoratore onesto e instancabile.
Signore Gesù, ti ringraziamo
perchè hai accompagnato al martirio Odoardo,
testimone del tuo amore fino al culmine,
operatore di pace nei recinti dell’odio,
uomo mite affidato al tuo Vangelo.
Spirito Santo, ti ringraziamo,
perchè hai trasfigurato l’esistenza di Odoardo,
reso trasparente al tuo amore
ed esemplare interprete della bontà da te infusa
nei cuori degli uomini.
Per intercessione del beato Odoardo,
sappiamo anche noi gustare la presenza di Dio
nella nostra vita quotidiana,
donando le nostre forze
per edificare la Chiesa e la società.
Amen

Erio Castellucci, Arcivescovo Abate di Modena-Nonantola
Amministratore Apostolico della Diocesi di Carpi

In occasione della celebrazione del 1 gennaio 2020, Giornata mondiale per la Pace, dedicata alla memoria del 75° del martirio del beato Odoardo Focherini