www.OdoardoFocherini.it, Giusto e Beato
26Mar/180

Comunita’ Capi di Modena

Sabato 17 marzo i responsabili della Comunità Capi dell'AGESCI (Scout Cattolici) della Zona di Modena si sono recati a Carpi nell'ambito di una due giorni sul tema del discernimento.
Gli oltre 130 rappresentanti Scout, divisi in gruppi, hanno seguito le tracce del Beato Odoardo Focherini e della Venerabile Marianna Saltini (Mamma Nina).
A raccontare la vicenda umana e spirituale di Odoardo è stato uno dei nipoti di Focherini, il giornalista Francesco Manicardi, con l'ausilio di documenti e fotografie dell'Archivio familiare.
La domenica il gruppo AGESCI modenese è stato protagonista della Celebrazione eucaristica in Cattedrale e della visita al Campo di concentramento Fossoli.

 

 

22Feb/180

Su Teresio Olivelli

Teresio Olivelli beato

Un esempio di santità quotidiana

Il 3 febbraio scorso a Vigevano (Pavia) è stato proclamato beato Teresio Olivelli, ufficiale degli Alpini nella campagna di Russia e poi partigiano cattolico, morto nel campo di concentramento di Hersbruck a 29 anni il 17 gennaio 1945. La celebrazione è stata presieduta dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, e concelebrata da una quindicina di vescovi, tra i quali quello di Bamberg (l’arcidiocesi bavarese in cui si trova Hersbruck) mons. Ludwih Schick e il vescovo di Carpi Mons. Francesco Cavina.
Presente anche una delegazione dell’Azione Cattolica Italiana guidata dal presidente Matteo Truffelli, il Presidente della Fondazione Fossoli Pierluigi Castagnetti e una delegazione diocesana di Carpi con familiari del beato Odoardo Focherini.

Olivelli, formatosi nell’Azione Cattolica e nella FUCI, dopo un’iniziale adesione culturale al fascismo ne comprese l’aberrazione e si schierò decisamente contro la guerra, prendendo parte alla Resistenza nel Nord Italia, durante la quale scrisse la celebre “Preghiera del Ribelle”.
Arrestato e deportato al Campo di Fossoli, destinato alla fucilazione per rappresaglia al Poligono di Cibeno la mattina del 12 luglio 1944, riuscì a salvarsi grazie all’aiuto di Odoardo Focherini, suo compagno di prigionia, che lo nascose all’interno del lager e gli procurò cibo e protezione. Scoperto e ricongiunto a Odoardo nel campo di concentramento di Gries (Bolzano), fu condotto in Germania nei lager di Flossenburg ed Hersbruck dove si prestò come interprete dal tedesco per i compagni di prigionia, subendo al posto loro insulti e percosse.
Fu Olivelli a vegliare Focherini morente nell’infermeria del campo e ad accogliere il testamento spirituale di Odoardo, riferendolo ai compagni di lager prima di soccombere lui stesso, pochi giorni dopo, a causa della violenza di un kapò.

Di Teresio Olivelli, dichiarato martire in odio alla fede, il vescovo di Vigevano Maurizio Gervasoni ha detto: “Pensando al nuovo beato mi viene alla mente l’immagine di cui si serve spesso papa Francesco quando si rivolge ai giovani.
Il papa raccomanda: ‘Non siate giovani-divano’. È l’invito a non chiudersi in se stessi. Che riecheggia nelle parole dello stesso beato, il quale scriveva “non devi credere che una vita veramente cristiana sia un viaggio in vagone letto” perché, la santità fiorisce nelle zolle dei nostri campi, germina nelle nostre concrete situazioni, respira nelle nostre case, gioca nei nostri cortili, cammina sulle nostre strade”.

di Francesco Manicardi

Da: http://www.accarpi.it/teresio-olivelli-beato/

27Dic/120

«La beatificazione di papa' rende onore alla sua vita»

La famiglia del benefattore carpigiano ricorda l’intensa opera in difesa degli ebrei
La figlia Paola: «De Gasperi gli chiese di entrare in politica ma lui rifiutò»

di Serena Arbizzi

«Sono emozionatissima per questo riconoscimento così importante come la Beatificazione, che verrà ricordata nella fiaccolata di oggi. Tuttavia, per me, i miei nipoti e la mia famiglia tutta, questa non sarà propriamente una festa, perché noi, il babbo, l'abbiamo sempre nella testa e nel cuore, ed ogni rievocazione della sua figura e di quanto di straordinariamente grande ha fatto porta sempre un grande e profondo dolore. Per la sua morte a 37 anni, ma non solo». Sono intense, dirette, sincere le parole di Paola Focherini, 69 anni, la più giovane dei sette figli del grandissimo Odoardo, divenuto celebre per la sua massiccia opera di protezione a favore dei perseguitati ebrei durante la seconda Guerra Mondiale, pochi mesi prima del 15 giugno 2013, giorno in cui avverrà la Beatificazione di Focherini. «Io il babbo non l'ho mai conosciuto, non ho una foto con lui e questo è un grandissimo rimpianto, anche se ho potuto rivivere papà tramite i racconti di mia madre, Maria Marchesi, una donna eccezionale legata da un'intesa inossidabile con il babbo. Basti pensare che i primi del 1944, quando lo statista Alcide De Gasperi chiese a mio padre di entrare in politica, intuendo che di lì a poco il fascismo sarebbe crollato, il babbo domandò cosa ne pensasse alla mamma e lei gli rispose di no, perché aveva sette figli e molti impegni. Quando, però, lui le chiese se poteva dare una mano ai suoi amici perseguitati dalle leggi razziali, mia madre gli rispose senza ombra di dubbio: «Certo» e lui agì di conseguenza». Altrettanto emozionato nel ricordo di Odoardo è il nipote, Francesco Manicardi, 42 anni, giornalista e figlio di Gianna Focherini, rimasta orfana del padre a soli 4 anni. «Penso a mia nonna Maria e ai 45 anni di lutto che ha osservato, fino a quand'è morta, nel maggio 1989. - commenta Manicardi - La nonna si recava vestita di nero da via Rovighi, dove abitava con Odoardo, fino alla chiesa del Cristo Crocefisso, quasi a rimarcare il mondo carpigiano di Focherini. Si ricordavano di lui gli ebrei che sono stati salvati, ma anche un partigiano comunista come Franco Varini che a soli 17 anni ha vissuto il lager con Odoardo che ne aveva 37. Focherini era giornalista dell'Avvenire e dell'Osservatore Romano, è stato il fondatore dell'Unitalsi e dello scoutismo a Carpi. E viene ricordato sempre sorridente, nonostante i gravi pericoli che correva. Il nonno era sereno anche quando, una volta che si era diffusa la voce di una possibilità di salvezza tramite il suo operato, si ritrovava ad aspettarlo in casa, o al giornale, gli uomini e le donne che si appellavano a lui con la speranza di riscattare la propria vita da un destino atroce», conclude Francesco.

 

6Ott/120

Rovereto c’e’…

Oggi l'Azione Cattolica della parrocchia di Rovereto (così durante colpita dai sismi del 20 e 29 maggio da perdere anche il proprio parroco) ha chiesto a Francesco Manicardi - nipote di Odoardo - un incontro sul tema "Odoardo, ragazzo inserito in un cammino formativo/associativo per crescere meglio".
I destinatari erano un gruppo di giovanissimi (frequentanti e non) che hanno animato i campi estivi nelle tende a Rovereto.
Ancora una volta la vita e il messaggio di Odoardo colpiscono per la loro attualità.
E' proprio vero: chi ama non invecchia mai!

 

19Giu/120

Reggio Emilia, FestIncontro, 15 giugno 2012

PREGHIERA DEI FEDELI:

Preghiamo perchè come Azione Cattolica, grazie anche all'esempio di quanti ci hanno preceduto come Odoardo Focherini,
sappiamo accogliere l'invito dell'Apostolo Paolo ad essere veramente radicati e fondati nella carità per comprendere
e conoscere l'amore di Cristo che supera ogni conoscenza.
Per questo preghiamo

Stasera ricordiamo Odoardo Focherini, un altro "grande" di Azione Cattolica che presto sarà proclamato Beato.
Suscita in noi, Signore, quel desiderio di santità che ha spinto Odoardo al dono della sua vita per gli altri fino al martirio.
Per questo ti preghiamo

La libertà giugno 2012 pagg 10 11