www.OdoardoFocherini.it, Giusto e Beato
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5Giu/180

Un Giardino per Odoardo e Maria

Due ulivi sono ora piantati nel cortile interno della scuola secondaria di primo grado "Odoardo Focherini" di Carpi.

Uno è stato piantato ormai anni fa dalla Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia in ricordo del Giusto.

Un secondo per non farlo sentire solo, dedicato alla moglie Maria e a tutti coloro che non hanno lasciato solo Odoardo nella sua vita, nelle sue scelte e nella sua memoria.

Il dirigente Federico Giroldi, l'ideatore, Paola Focherini e il sindaco Alberto Bellelli hanno raccolto e proposto interessanti suggestioni.

Un particolare ringraziamento ai Lions che hanno portato avanti questo progetto.

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31Mag/180

Inaugurazione

Inaugurazione Casa Residenza per Anziani

"Odoardo Focherini e Maria Marchesi"

Venerdì 8 giugno ore 17.00

 

 

 

 

 

INVITO inaugurazione CRA Focherini e Marchesi

 

 

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29Mag/180

Inaugurazione Mostra

L’Istituto Comprensivo Carpi Nord invita tutti a visitare la

MOSTRA FOTOGRAFICA “UNA SCUOLA, UNA STORIA”

in occasione dei 40 anni dall’apertura della Scuola Media “O. Focherini”

Ci saranno le foto, i documenti, le persone, le cose e tutto quanto ha dato vita a questa bella storia di scuola, di quartiere e di città.

Inaugurazione: Martedì 5 Giugno 2018 alle ore 18

Entrata da Via Magazzeno 17/A • INGRESSO GRATUITO

Apertura: da lunedì a venerdì ore 8-18, sabato ore 8-13

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28Mag/180

Memoria del Beato

6 giugno, la memoria del beato Focherini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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17Mag/180

Korazym.org

Odoardo Focherini: un santo per i giovani.
A colloquio con la nipote Maria Peri

Di Simone Baroncia

Alla storica Maria Peri, nipote del beato abbiamo chiesto di spiegarci perché egli era un ‘ribelle per amore’: “L’espressione ‘ribelle per amore’ viene da Teresio Olivelli, giovane pavese, aderente all’Azione Cattolica. Teresio ed Odoardo si sono conosciuti all’interno del campi di concentramento di Fossoli e hanno camminato insieme verso il martirio. Focherini è stato un ribelle rispetto al suo tempo di dittatura e razzismo, di violenza e di educazione alla morte.

L’amore per lui è stato sicuramente una finalità, ma anche uno strumento di vita, lo strumento di vita. Lui ha scelto l’amore, ha scelto la vita. Non deve essere stato facile mantenere vigile la coscienza per lui nato nel 1907, quindi giovane adolescente all’avvento del fascismo. La sua fortuna sono stati dei bravi maestri con don Armando Benatti, (il non ancor don) Zeno Saltini e un luogo accogliente e stimolante come l’oratorio cittadino. Qui Odoardo ha imparato ad essere attento a chi gli stava intorno e a far parte di una comunità viva e vivace”.

Perché la sua morte è avvenuta in odium fidei?
“Perché portava avanti concretamente i valori della fede in Cristo, valori opposti alla sua contemporaneità. Lui stesso ricorda un tono anticristiano negli interrogatori che ha subito nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna. Ciò che faceva (gestire il quotidiano cattolico ‘L’Avvenire d’Italia’ e la sua rete di salvataggio degli ebrei) era spinto non solo da un forte senso ella giustizia, ma proprio dalla fede in Cristo e nel suo Regno. E questo è parso chiaro anche ai suoi carcerieri”.

Quale fede ed impegno civile ha maturato nell’Azione Cattolica?
“Odoardo cresce negli anni in cui l’AC vive una crescita significativa, crescita che lui vive e stimola nella sua diocesi. Siamo negli anni del motto ‘Preghiera – Azione – Sacrificio’, di una AC che rimane nel deserto associativo italiano. Odoardo la frequenta fin da giovane; nel 1928 diventa presidente della Federazione giovanile cattolica maschile (1928-1934) e diventa segretario della giunta diocesana.

Nel 1934 diventa presidente degli Uomini cattolici e nel 1936 il vescovo Carlo De Ferrari lo nomina presidente diocesano. Per lui l’AC è uno stile di vita, una prospettiva con cui guardare e vivere la realtà. Ma il suo essere nella Chiesa è aperto. Se la ‘fonte’ e la formazione sono in AC, Odoardo si impegna in varie altre realtà ecclesiali: (l’attuale) Agesci, Unitalsi, San Vincenzo de Paoli, Esperantisti cattolici…”.

Fra pochi mesi si svolgerà il sinodi sui giovani: cosa direbbe ai giovani di oggi?
“Credo che Odoardo direbbe di guardare sempre avanti, di non abbattersi, di trovarsi buoni amici e un grande amore con cui condividere il cammino. Ma soprattutto gli parlerebbe come si parla ai propri figli, con quel sapere stare con i più giovani in modo schietto e diretto che lo ha caratterizzato, non dall’alto, ma in comunione. Sicuramente carismatico e coinvolgente, non sarebbe mancata la risata e la voglia di ascoltare quello che hanno da dire e saperli mettere al centro”.

Da nipote, quale era il ‘sorriso distintivo’ della sua santità?
“Quello che ha regalato in ogni ambito della sua quotidianità: alla moglie e ai figli; quello che hanno ricordato i salvati e i compagni di lager; quello che ancora cammina per il mondo nei suoi discendenti diretti e indiretti”.

Articolo completo in: http://www.korazym.org/29814/odoardo-focherini-un-santo-per-giovani-colloquio-con-la-nipote-maria-peri/

 

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16Mag/180

Wikipedia

E' in via di definizione una pagina di Wikipedia su Odoardo Focherini in lingua ebraica.

Una grande emozione, una grande occasione

A breve maggiori dettagli

Intanto l'anteprima

https://he.wikipedia.org/wiki/%D7%90%D7%93%D7%95%D7%90%D7%A8%D7%93%D7%95_%D7%A4%D7%95%D7%A7%D7%A8%D7%99%D7%A0%D7%99

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29Apr/180

I Giusti: la storia in controluce

 

 

 

 

 

 

Inaugura mercoledì 25 aprile – Festa della Liberazione – alle ore 16, la mostra
I Giusti: la storia in controluce”, promossa dai ragazzi della classe 5A del Liceo Classico Corso, in collaborazione con il Comune di Correggio e Gariwo-La foresta dei Giusti, acronimo di Gardens of the Righteous Worldwide, onlus con sede a Milano, impegnata a diffondere la conoscenza dei “Giusti tra le Nazioni”, che in Italia sono 682, tra cui il carpigiano Odoardo Focherini.
La mostra – allestita fino a domenica 29 aprile nella Sala Putti e nella sala conferenze “A. Recordati” – nasce da un percorso che i ragazzi hanno iniziato già nello scorso ottobre e che ha visto approfondimenti in classe e a casa sulle biografie dei Giusti e la partecipazione al convegno promosso da Gariwo.
Con “Giusti” si intendono persone non-ebree che agirono in modo eroico, a rischio della propria vita e senza interesse personale per salvare ebrei dal genocidio nazista durante la Shoah.
La visita alla mostra si apre con un video di presentazione della figura dei Giusti, cui fa seguito l’illustrazione delle situazioni che questi si trovarono a vivere. In seguito, i visitatori saranno accompagnati da quattro guide in un percorso tra pannelli, proiezioni e parti recitate, per offrire un’esperienza il più coinvolgente possibile.
Sia le guide che la guardiania alla mostra durante i giorni di allestimento sono a cura dei ragazzi del Liceo Corso.
L’iniziativa è inserita nel programma di #materialeResistente2018, la Festa della Liberazione a Correggio.
Orari di apertura: mercoledì 25 aprile, ore 16-48,30; 26-27-28 aprile, ore 16-19; domenica 29 aprile, ore 10-12,30 e ore 16-18,30.
Visite fuori orario su prenotazione: mostragiusti@gmail.com
Da: http://www.comune.correggio.re.it/i-giusti-la-storia-in-controluce/

 

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