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24Ago/120

Piccoli gesti

«Saul si ricorda molto bene delle tante persone non ebree che li hanno aiutati, a quei tempi: la segretaria del babbo – cioè la signora o forse signorina Casati – che dette loro una mano quando sfollarono a Milano; la signorina Schettini, che aiutò nonna Giulia, pur conoscendola a malapena, e poi si offrì per ricevere le lettere da Fossoli; la donna che ritornò dalla cella della mamma, appena arrestata, per consegnare l’anello e la pelliccia; il falegname che abitava di fronte loro a Mariano e che li accolse a braccia aperte quel maledetto giorno di dicembre, senza nemmeno farsi una domanda; e poi il signor Attilio Mennucci e anche lo Zanni, il povero Zanni che li accompagnava nei viaggi a Milano e che poi rimase sotto le macerie della casa.
Di alcuni di loro Saul non rammenta il nome, e se ne dispiace, perché sa che dalle scelte di queste persone, dai loro gesti a volte semplici ma che hanno richiesto comunque una dose di coraggio, proprio da questo è disceso tutto. Sarebbe bastata una parola, un cenno di una mano, due righe anonime su un pezzetto di carta e oggi non avremmo le famiglie di Miriam, di Saul, di Daniele».

Da Paolo Ciampi, Una famiglia, Giuntina, 2010, pp.166-167

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