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12Giu/190

Memoria liturgica

Le celebrazioni nella memoria liturgica del Beato Odoardo

La preghiera alla Cittadella della Carità e nella chiesa del Cristo

Missionario dell’unità”: l’attributo è originale ma quello coniato da don Riccardo Paltrinieri non è solo uno slogan bensì una sintesi che rispecchia in pieno la testimonianza eroica del Beato Odoardo Focherini. Lo scorso 6 giugno, memoria liturgica, in tutte le comunità della Diocesi si è pregato il Beato carpigiano, e in modo solenne nei due momenti di preghiera proposti a tutti i fedeli, al mattino presso la Cittadella della Carità “Odoardo e Maria Focherini” con la recita dell’ufficio delle letture e delle lodi alla presenza dei due vicari don Carlo Malavasi e don Massimo Fabbri e la sera presso la chiesa del Crocifisso con la messa presieduta da don Riccardo Paltrinieri, rettore del Seminario e assistente dei giovani di Azione Cattolica.

La preghiera mattutina ha rappresentato una novità, ben curata e animata dalla Caritas diocesana ha riunito qualche decina di persone ed è stato un gesto pubblico importante per fare memoria del Beato, al quale insieme alla moglie Maria, è intitolata questa opera-segno, espressione della carità della Chiesa carpigiana.

La messa serale nella chiesa del Cristo, luogo caro al Beato e alla famiglia Focherini, ha visto la presenza delle autorità cittadine, il sindaco Alberto Bellelli, l’assessore Stefania Gasparini e Maria Cleofe Filippi vicepresidente della Fondazione Campo Fossoli, e di numerosi fedeli.
La celebrazione solenne della memoria, tradizionalmente affidata all’animazione dell’Azione Cattolica in quanto cade nei giorni della Festa diocesana, è stata l’occasione, in particolare per i numerosi giovani presenti, di conoscere ancor meglio il Beato Odoardo in una prospettiva resa molto evidente ed efficace da don Paltrinieri nel suo commento al testo evangelico (Gv 17,20-26), parte del testamento spirituale che Gesù ha lasciato ai suoi discepoli nell’ultima cena.
La preghiera di Gesù “perché tutti siano una cosa sola… perché siano perfetti nell’unità” ha ricordato don Riccardo, si applica ad ogni dimensione dell’esistenza di Odoardo perché anche lui come Gesù ha vissuto nella certezza di essere “in Dio” e da questa unione originaria tutto è scaturito. Si pensi all’amore per l’unità della Chiesa, per l’unità della sua famiglia, specie l’unione con la sua sposa, per l’unità del genere umano che non poteva contemplare esclusi, emarginati e perseguitati.
Così tutta la sua parabola realtà unitaria con il Padre e con i fratelli, che ha ricompreso anche l’assimilazione a Cristo fi no al suo martirio, e che ci fa dire che Odoardo Focherini è un vero “missionario dell’unità”.
Una chiamata a vivere e a ricercare l’unità, nella Chiesa e nella società, che anche oggi non risparmia nessun credente, anzi lo provoca ancora di più di fronte al dilagante egoismo e alla tentazione di erigere dei muri tra le persone, tra popoli e nazioni.
Il Beato Odoardo Focherini ci insegna proprio questo: vivere uniti a Cristo tanto da essere costruttori di ponti, di pacificazione, di relazioni autentiche nell’ordinarietà della vita quotidiana e per questo donarsi con un amore senza misura… “come io vi ho amato”.

11 giugno 2019

 Da: http://www.carpi.chiesacattolica.it/home/in_evidenza/00003567_Le_celebrazioni_nella_memoria_liturgica_del_Beato_Odoardo.html
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