www.OdoardoFocherini.it, Giusto e Beato
3mar/150

Una serata per Teresio Olivelli

Nel 70mo della scomparsa (Bellagio 7 gennaio 2016-Hersbruck 17 gennaio 19459, presso il salone “S. Francesco” (g. c.)

della Parrocchia omonima in Pavia – corso Cairoli 2, lunedì 9 marzo 2015ore 21.00 si terrà una serata in memoria di Teresio Olivelli

 La serata verrà introdotta da Mario Bossi, co-fondatore e lettore Adov, che proporrà ai convenuti:

 1) Saluto e ringraziamenti;

2) biografia essenziale di Olivelli;

3) lettura de “La Preghiera del Ribelle” di Olivelli

 Verranno, quindi, presi in esame quattro momenti fondamentali della vita di Teresio:

 1) L'ADESIONE CRITICA AL FASCISMO
2) LA CAMPAGNA DI RUSSIA
3) LA RESISTENZA
4) L'INTERNAMENTO NEI LAGER E LA MORTE

In conclusione, Emanuele Gallotti  (vicepresidente nazionale Apc e co-fondatore Adov) farà il punto sulla Causa di beatificazione.

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28feb/150

Cara Paola

In questi giorni Paola Focherini ha ricevuto decine di lettere dagli alunni delle classi V delle scuole primarie di Medolla e San Prospero.

Paola ha risposto a ciascuno di loro.

Ringrando tutti i bambini e le insegnanti, riportiamo una delle lettere:

"Martedì 3 Febbraio

Carissima Paola,

ti scrivo questa lettera per ringraziarti della splendida mattinata che mi hai fatto trascorrere a scuola con tutta la mia classe.
Le cose che ci hai raccontato sono state davvero toccanti e talmente interessanti da mantenere viva la mia attenzione per tutto il tempo.
Mi ha colpito la tua gentilezza e il tuo entusiasmo nel raccontarci fatti realmente accaduti che in alcuni casi mi hanno lasciato a bocca aperta.
Delle tue parole quelle che ricordo con maggior dispiacere e tenerezza sono quelle in cui hai menzionato le lettere d’ amore che tua madre, Maria, bruciava per paura che qualcuno potesse leggerle e quindi rubare i loro sentimenti.
Ringraziandoti nuovamente spero di poterti incontrare in un’ altra occasione ma soprattutto mi auguro che quanto accaduto in passato non si ripeta mai più… è importante per questo che tutti, anche se di culture, di religioni diverse, siano alla fine uguali e non emarginati o perseguitati da altri che si ritengono più forti o più belli.

Saluti                     

N. B. "

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18feb/150

Nuova recensione

Recensione libro “Questo ascensore è vietato agli ebrei” di Olga Focherini, a cura di Odoardo Semellini

 Luigi Lamma

“Quando arrivano le lettere, c’è un contatto e questo è rassicurante. Dopo, il silenzio. Questo da bambina mi dà il senso che mio padre non c’è più”. E’ racchiuso in questa breve frase (p. 99) tutto il dramma vissuto da Olga Focherini, quando già adolescente, resta in attesa del ritorno del padre, da qualche mese incarcerato senza sapere nemmeno il motivo. “Mio padre non c’è più” e non tornerà più: è questa la dura realtà con cui la mamma Maria, Olga con i fratelli e le sorelle dovranno fare i conti dal quel 6 giugno 1945, giorno in cui viene comunicata la notizia della morte di Odoardo Focherini nel campo di lavoro di Hersbruck, sottocampo di Flossenburg. Il racconto di Olga Focherini così come ce lo consegna il figlio Odoardo Semellini nel libro “Questo ascensore è vietato agli ebrei” (EDB 2015) da poche settimane in libreria, integra e completa la già significativa bibliografia sul beato Odoardo Focherini. E’ un libro che si legge d’un fiato, che risulta avvincente, perchè Olga non si limita a narrare fatti, in parte già noti, ma accompagna il lettore dentro casa Focherini e legge in prima persona il succedersi di quegli eventi che in pochi mesi hanno sconvolto la vita di una famiglia normalissima, con un papà e una mamma che si vogliono bene, che faticano come tutti a crescere i sette figli che hanno accolto con grande generosità. Certo si ripercorre con precisione e fedeltà storica la biografia di Odoardo Focherini e della moglie Maria, ma ciò che più cattura l’attenzione è il personalissimo punto di vista con cui il contesto o il dettaglio vengono riferiti da Olga e che solo uno della famiglia può rendere così efficace. Come il rapporto d’amore tra due sposi visti da una figlia: “Quando mio padre porta a casa qualcosa  - e in tempo di guerra non è per nulla facile – lo fa per i figli ma soprattutto per lei. Da adulta, prima di capire che tra marito e moglie potevano esserci dei qui pro quo ce ne ho messo del tempo, perché l’esempio che avevo davanti proprio non ne contemplava” (p. 25). Questo senza nulla togliere al doveroso tributo che viene reso con questo libro alla “caparbietà della memoria” di Olga Focherini, al suo impegno di ricerca storica e di divulgazione, specie verso le nuove generazioni, della tragica vicenda che ha riguardato il papà Odoardo e più in generale sul tema della deportazione e della persecuzione degli ebrei. Un’ultima considerazione merita la testimonianza racchiusa nelle ultime pagine circa il travaglio emotivo che ha accompagnato prima la scelta di pubblicare le lettere dal carcere e dai campi di concentramento, poi l’avvio del processo di beatificazione e il capitolo finale “I bambini mi capiranno?”. E’ in queste pagine che emerge lo spirito autentico di Olga, combattuta tra la “tenacia della memoria” e la gelosia per gli affetti personali e familiari così duramente segnati dalla perdita del papà, tra la rivendicazione legittima di una normalità, riferendosi alla vita del padre e della famiglia, e l’evidente straordinarietà della vicenda umana e delle sue scelte di cui è stato consapevole protagonista. E’ in questo combattimento interiore tra necessità della memoria pubblica e preservazione della dimensione privata degli affetti, che va compresa anche una prima opposizione alla proposta di avviare il processo di beatificazione “alcuni di noi chiedono di aspettare che non ci siamo più”.  Poi anche in questa avventura Olga si coinvolge fornendo un contributo determinante grazie alla sua documentazione storica e come testimone diretta sulle virtù del papà, utilissime per la beatificazione. Fino ad affermare con un po’ di rammarico “Ma io che sono la più vecchia dei miei fratelli, non credo che riuscirò a vederla”.

Proprio grazie ad Olga ritroviamo il beato Odoardo senza l’aureola ma nella sua dimensione feriale di un’umanità plasmata dall’imitazione di Cristo, perché “mio padre cattolico, apostolico romano, senza chiedere permesso a nessun prete e a nessun vescovo – ne conosceva tanti e di alcuni era pure amico – decide con la moglie di aiutare chi ha bisogno”. E’ così il cristiano delineato da Papa Francesco capace di diventare unito a Cristo strumento del suo amore misericordioso e così riesce a superare ogni tipo di emarginazione e di andare incontro all’altro senza la “paura di guardarlo negli occhi e di avvicinarci con tenerezza e compassione, e di toccarlo e di abbracciarlo”.

 

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15feb/150

Revere

In questa suggestiva cornice

Palazzo Revere

 

 

 

 

 

l'Anpi sezione "U. Roncada" e l'amministrazione comunale di Revere, in collaborazione con l'associazione culturale Educamente, hanno invitato i cittadini alla scoperta della figura di Odoardo Focherini.

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12feb/150

Scuola primaria “G.Leopoardi”

Presso la scuola primaria "Giacomo Leopardi" di Modena,  il 10 febbraio si è svolto un incontro di presentazione della figura di Odoardo Focherini ai bambini delle classi IV.

La partecipazioni degli alunni è stata intensa e ricca di domande e spunti di riflessione.

Al termine dell'incontro, gestito da Maria Peri, i bambini hanno avuto la possibilità di fare tante domande a Paola Focherini.

Paola a Modena

 

 

 

 

 

Si ringraziano le insegnanti per il gradito invito e  la preparazione dei bambini.

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5feb/150

Zapping

Trasmissione del 27 gennaio 2015:

http://www.dehoniane.it:9080/komodo/trunk/webapp/web/files/libri/recensioni/ZAPPING_del_27_01_2015_-_ZAPPING_DEL_27_01_2015_-_PARTE_5_-_UNO_SCHINDLER_ITALIANO.mp3

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1feb/150

Ci portano via

"Il progetto Ci portano via comincia il suo percorso il 27 gennaio 2015, in occasione del 70° della Liberazione, per proseguire nel tempo acquisendo nuovi dati e materiali, e in futuro affrontare anche altri temi, come quello dell'internamento militare.
Vorrebbe essere un laboratorio aperto alla collaborazione di tutti, con l'ambizione di poter servire come luogo di documentazione storica e supporto alla didattica, stimolo alla riflessione e presidio di quella Memoria dell'Olocausto che ci impone oggi più che mai di non dimenticare."
http://www.ciportanovia.it/
http://www.ciportanovia.it/focherini-odoardo&back=true

 

 

 

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