www.OdoardoFocherini.it, Giusto e Beato
17Mag/180

Korazym.org

Odoardo Focherini: un santo per i giovani.
A colloquio con la nipote Maria Peri

Di Simone Baroncia

Alla storica Maria Peri, nipote del beato abbiamo chiesto di spiegarci perché egli era un ‘ribelle per amore’: “L’espressione ‘ribelle per amore’ viene da Teresio Olivelli, giovane pavese, aderente all’Azione Cattolica. Teresio ed Odoardo si sono conosciuti all’interno del campi di concentramento di Fossoli e hanno camminato insieme verso il martirio. Focherini è stato un ribelle rispetto al suo tempo di dittatura e razzismo, di violenza e di educazione alla morte.

L’amore per lui è stato sicuramente una finalità, ma anche uno strumento di vita, lo strumento di vita. Lui ha scelto l’amore, ha scelto la vita. Non deve essere stato facile mantenere vigile la coscienza per lui nato nel 1907, quindi giovane adolescente all’avvento del fascismo. La sua fortuna sono stati dei bravi maestri con don Armando Benatti, (il non ancor don) Zeno Saltini e un luogo accogliente e stimolante come l’oratorio cittadino. Qui Odoardo ha imparato ad essere attento a chi gli stava intorno e a far parte di una comunità viva e vivace”.

Perché la sua morte è avvenuta in odium fidei?
“Perché portava avanti concretamente i valori della fede in Cristo, valori opposti alla sua contemporaneità. Lui stesso ricorda un tono anticristiano negli interrogatori che ha subito nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna. Ciò che faceva (gestire il quotidiano cattolico ‘L’Avvenire d’Italia’ e la sua rete di salvataggio degli ebrei) era spinto non solo da un forte senso ella giustizia, ma proprio dalla fede in Cristo e nel suo Regno. E questo è parso chiaro anche ai suoi carcerieri”.

Quale fede ed impegno civile ha maturato nell’Azione Cattolica?
“Odoardo cresce negli anni in cui l’AC vive una crescita significativa, crescita che lui vive e stimola nella sua diocesi. Siamo negli anni del motto ‘Preghiera – Azione – Sacrificio’, di una AC che rimane nel deserto associativo italiano. Odoardo la frequenta fin da giovane; nel 1928 diventa presidente della Federazione giovanile cattolica maschile (1928-1934) e diventa segretario della giunta diocesana.

Nel 1934 diventa presidente degli Uomini cattolici e nel 1936 il vescovo Carlo De Ferrari lo nomina presidente diocesano. Per lui l’AC è uno stile di vita, una prospettiva con cui guardare e vivere la realtà. Ma il suo essere nella Chiesa è aperto. Se la ‘fonte’ e la formazione sono in AC, Odoardo si impegna in varie altre realtà ecclesiali: (l’attuale) Agesci, Unitalsi, San Vincenzo de Paoli, Esperantisti cattolici…”.

Fra pochi mesi si svolgerà il sinodi sui giovani: cosa direbbe ai giovani di oggi?
“Credo che Odoardo direbbe di guardare sempre avanti, di non abbattersi, di trovarsi buoni amici e un grande amore con cui condividere il cammino. Ma soprattutto gli parlerebbe come si parla ai propri figli, con quel sapere stare con i più giovani in modo schietto e diretto che lo ha caratterizzato, non dall’alto, ma in comunione. Sicuramente carismatico e coinvolgente, non sarebbe mancata la risata e la voglia di ascoltare quello che hanno da dire e saperli mettere al centro”.

Da nipote, quale era il ‘sorriso distintivo’ della sua santità?
“Quello che ha regalato in ogni ambito della sua quotidianità: alla moglie e ai figli; quello che hanno ricordato i salvati e i compagni di lager; quello che ancora cammina per il mondo nei suoi discendenti diretti e indiretti”.

Articolo completo in: http://www.korazym.org/29814/odoardo-focherini-un-santo-per-giovani-colloquio-con-la-nipote-maria-peri/

 

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16Mag/180

Wikipedia

E' in via di definizione una pagina di Wikipedia su Odoardo Focherini in lingua ebraica.

Una grande emozione, una grande occasione

A breve maggiori dettagli

Intanto l'anteprima

https://he.wikipedia.org/wiki/%D7%90%D7%93%D7%95%D7%90%D7%A8%D7%93%D7%95_%D7%A4%D7%95%D7%A7%D7%A8%D7%99%D7%A0%D7%99

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29Apr/180

I Giusti: la storia in controluce

 

 

 

 

 

 

Inaugura mercoledì 25 aprile – Festa della Liberazione – alle ore 16, la mostra
I Giusti: la storia in controluce”, promossa dai ragazzi della classe 5A del Liceo Classico Corso, in collaborazione con il Comune di Correggio e Gariwo-La foresta dei Giusti, acronimo di Gardens of the Righteous Worldwide, onlus con sede a Milano, impegnata a diffondere la conoscenza dei “Giusti tra le Nazioni”, che in Italia sono 682, tra cui il carpigiano Odoardo Focherini.
La mostra – allestita fino a domenica 29 aprile nella Sala Putti e nella sala conferenze “A. Recordati” – nasce da un percorso che i ragazzi hanno iniziato già nello scorso ottobre e che ha visto approfondimenti in classe e a casa sulle biografie dei Giusti e la partecipazione al convegno promosso da Gariwo.
Con “Giusti” si intendono persone non-ebree che agirono in modo eroico, a rischio della propria vita e senza interesse personale per salvare ebrei dal genocidio nazista durante la Shoah.
La visita alla mostra si apre con un video di presentazione della figura dei Giusti, cui fa seguito l’illustrazione delle situazioni che questi si trovarono a vivere. In seguito, i visitatori saranno accompagnati da quattro guide in un percorso tra pannelli, proiezioni e parti recitate, per offrire un’esperienza il più coinvolgente possibile.
Sia le guide che la guardiania alla mostra durante i giorni di allestimento sono a cura dei ragazzi del Liceo Corso.
L’iniziativa è inserita nel programma di #materialeResistente2018, la Festa della Liberazione a Correggio.
Orari di apertura: mercoledì 25 aprile, ore 16-48,30; 26-27-28 aprile, ore 16-19; domenica 29 aprile, ore 10-12,30 e ore 16-18,30.
Visite fuori orario su prenotazione: mostragiusti@gmail.com
Da: http://www.comune.correggio.re.it/i-giusti-la-storia-in-controluce/

 

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25Apr/180

25 Aprile

Anche quest'anno,

per ricordare da chi/dove veniamo

cercando la nostra strada verso il bene

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14Apr/180

Gru della Pace

Una antica leggenda giapponese narra che la gru possa vivere 1000 anni e regalare una gru significa augurare 1000 anni di vita

Il progetto è stato ideato da Massimo Bersani di Piacenza, grazie all’incontro con la maestra Ajako Aikava, sopravissuta allo scoppio della bomba atomica su Nagasaki. Si ispira alla storia di Sadako, una bambina giapponese a cui venne diagnosticata la leucemia 10 anni dopo lo sgancio della bomba atomica.
La bimba iniziò a ripiegare tanti e tanti fogli a forma di gru ma  il suo desiderio non si realizzò e da quel momento migliaia e migliaia di gru vengono fatte in tutto il mondo con l’intento di realizzare il sogno di Sadako.

Queste le parole della giapponesina incise su un monumento alla sua memoria:

Scriverò PACE sulle tue ali e intorno al mondo volerai affinché i bambini non debbano più morire così.

Questo è il progetto e io sono stata invitata a parlare di Odoardo Focherini, il mio papà, come operatore di pace: perché?

Perché riunire un gruppo di persone nella propria baracca per commentare il Vangelo e trovare nella preghiera la forza di andare avanti è PACE
Perché sacrificare la propria vita per la salvezza di decine di uomini ritenuti inferiori è PACE
Perché in campo di concentramento dare il proprio pane è PACE
Perché rincuorare e sostenere  un ragazzo di 18 anni finito in un lager è PACE
Perché salvare un amico dalla fucilazione, nasconderlo per 23 giorni, e sfamarlo  con il tuo scarso pasto è PACE
Perché offrire la propria vita per il ritorno della pace nel mondo è PACE.

Grazie di avermi invitato: il nome del mio papà volerà a Nagasaki insieme alle vostre gru perché assieme al vostro nome avete scritto anche Odoardo Focherini: qualcuno in più lo conoscerà,  seguirà il suo esempio e come Sadako possiamo dire: affinché i bambini non debbano più morire così.

Paola Focherini, in collaborazione con la classe V della scuola primaria "Martiri della Libertà" di Budrione

 

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4Apr/180

Via Crucis

La Comunità Papa Giovanni XXIII prega con il Beato Focherini

Il 30 marzo, presso la Parrocchia di Quartirolo di Carpi - dove fu parroco don Claudio Pontiroli, postulatore diocesano della Causa di Beatificazione di Focherini - si è svolto un digiuno di preghiera con Via Crucis organizzata dalla Comunità Papa Giovanni XXIII (fondata da Don Oreste Benzi).
Le famiglie della Comunità e i ragazzi delle Comunità Terapeutiche di Bologna hanno posto al centro della riflessione la figura di Odoardo Focherini e il suo impegno a favore dei deboli e dei piccoli, grazie a fotografie e musiche illustrate da Francesco Manicardi, nipote di Focherini.

Durante la via Crucis gli oltre 150 presenti (bimbi e adulti) hanno pregato per la pace grazie alle parole di giovani madri, di ragazzi ex tossicodipendenti, di Don Benzi e del Beato Odoardo.

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3Apr/180

Ribelli per Amore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

locandina_resistenza2018

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