www.OdoardoFocherini.it, Giusto e Beato
14Apr/180

Gru della Pace

Una antica leggenda giapponese narra che la gru possa vivere 1000 anni e regalare una gru significa augurare 1000 anni di vita

Il progetto è stato ideato da Massimo Bersani di Piacenza, grazie all’incontro con la maestra Ajako Aikava, sopravissuta allo scoppio della bomba atomica su Nagasaki. Si ispira alla storia di Sadako, una bambina giapponese a cui venne diagnosticata la leucemia 10 anni dopo lo sgancio della bomba atomica.
La bimba iniziò a ripiegare tanti e tanti fogli a forma di gru ma  il suo desiderio non si realizzò e da quel momento migliaia e migliaia di gru vengono fatte in tutto il mondo con l’intento di realizzare il sogno di Sadako.

Queste le parole della giapponesina incise su un monumento alla sua memoria:

Scriverò PACE sulle tue ali e intorno al mondo volerai affinché i bambini non debbano più morire così.

Questo è il progetto e io sono stata invitata a parlare di Odoardo Focherini, il mio papà, come operatore di pace: perché?

Perché riunire un gruppo di persone nella propria baracca per commentare il Vangelo e trovare nella preghiera la forza di andare avanti è PACE
Perché sacrificare la propria vita per la salvezza di decine di uomini ritenuti inferiori è PACE
Perché in campo di concentramento dare il proprio pane è PACE
Perché rincuorare e sostenere  un ragazzo di 18 anni finito in un lager è PACE
Perché salvare un amico dalla fucilazione, nasconderlo per 23 giorni, e sfamarlo  con il tuo scarso pasto è PACE
Perché offrire la propria vita per il ritorno della pace nel mondo è PACE.

Grazie di avermi invitato: il nome del mio papà volerà a Nagasaki insieme alle vostre gru perché assieme al vostro nome avete scritto anche Odoardo Focherini: qualcuno in più lo conoscerà,  seguirà il suo esempio e come Sadako possiamo dire: affinché i bambini non debbano più morire così.

Paola Focherini, in collaborazione con la classe V della scuola primaria "Martiri della Libertà" di Budrione

 

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4Apr/180

Via Crucis

La Comunità Papa Giovanni XXIII prega con il Beato Focherini

Il 30 marzo, presso la Parrocchia di Quartirolo di Carpi - dove fu parroco don Claudio Pontiroli, postulatore diocesano della Causa di Beatificazione di Focherini - si è svolto un digiuno di preghiera con Via Crucis organizzata dalla Comunità Papa Giovanni XXIII (fondata da Don Oreste Benzi).
Le famiglie della Comunità e i ragazzi delle Comunità Terapeutiche di Bologna hanno posto al centro della riflessione la figura di Odoardo Focherini e il suo impegno a favore dei deboli e dei piccoli, grazie a fotografie e musiche illustrate da Francesco Manicardi, nipote di Focherini.

Durante la via Crucis gli oltre 150 presenti (bimbi e adulti) hanno pregato per la pace grazie alle parole di giovani madri, di ragazzi ex tossicodipendenti, di Don Benzi e del Beato Odoardo.

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3Apr/180

Ribelli per Amore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

locandina_resistenza2018

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26Mar/180

Comunita’ Capi di Modena

Sabato 17 marzo i responsabili della Comunità Capi dell'AGESCI (Scout Cattolici) della Zona di Modena si sono recati a Carpi nell'ambito di una due giorni sul tema del discernimento.
Gli oltre 130 rappresentanti Scout, divisi in gruppi, hanno seguito le tracce del Beato Odoardo Focherini e della Venerabile Marianna Saltini (Mamma Nina).
A raccontare la vicenda umana e spirituale di Odoardo è stato uno dei nipoti di Focherini, il giornalista Francesco Manicardi, con l'ausilio di documenti e fotografie dell'Archivio familiare.
La domenica il gruppo AGESCI modenese è stato protagonista della Celebrazione eucaristica in Cattedrale e della visita al Campo di concentramento Fossoli.

 

 

11Mar/180

Rotary Trento

Si è svolta lo scorso 6 marzo - Giorno dei Giusti dell'umanità - una serata organizzata dalla sezione di Trento del Rotray lub.

Alla serata ha partecipato anche Paola Focherini, invitata per ricordare la figura del padre Odoardo.

https://www.pressreader.com/italy/corriere-del-trentino/20180308/281861529014285

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5Mar/180

Spettacolo sui Giusti a Correggio

LA STRADA GIUSTA
Storie nascoste di chi ha cambiato il mo(N)do di vedere le cose

I.C. Correggio 2, diretto da Daniela Malagoli
In collaborazione con Fabrizio Tarvenelli complesso
Regia di Elisa Lolli

Martedì 6 marzo, ore 20.30, teatro Asioli di Correggio (RE)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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26Feb/180

6 marzo 2018

Tre alberi dedicati ai Giusti dell’Umanita',
il 6 marzo a Carpi la cerimonia

 

Nella mattinata di martedì 6 marzo nell’area verde del Liceo scientifico ‘Fanti’ di Carpi verranno piantati tre alberi a ricordo di Khaled Al-Asaad, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin e don Francesco Cavazzuti, in occasione della Giornata in memoria dei Giusti dell’Umanità. L’iniziativa, che prenderà il via alle ore 10 con l’incontro con le classi dell’istituto, è la terza promossa dall’amministrazione comunale e dal locale Comitato Scientifico del Giardino dei Giusti, nominato nel 2015.

I Giusti sono tutti coloro dei quali, in coerenza con l’idea del Giardino dei Giusti ricavato presso il Museo di Yad VaShem a Gerusalemme (dove sono presenti anche i nomi di don Dante Sala e Odoardo Focherini), si ricordano l’attività e il sacrificio personale nella lotta ai crimini e alle discriminazioni commessi contro l’umanità.

Nel corso della breve cerimonia di martedì 6 marzo e che precederà la piantumazione degli alberi (prevista alle ore 10.45), interverranno il Sindaco Alberto Bellelli, Maria Peri del locale Comitato Scientifico del Giardino dei Giusti e il Dirigente scolastico del ‘Fanti’ Alda Barbi, oltre ad una rappresentanza degli alunni dell’istituto, che accompagneranno la cerimonia con letture a tema.

A Khaled al-Asaad è stato tributato questo riconoscimento per il suo impegno per la valorizzazione e la difesa del patrimonio storico e della cultura in Siria, anche di fronte all’integralismo dello Stato Islamico da cui è stato barbaramente assassinato nel 2015 per essersi rifiutato di rivelare ai miliziani dell’Isis dove avesse messo in salvo i reperti archeologici di Palmira. A lui è stata recentemente dedicata una sala dei Musei di Palazzo dei Pio.

A Ilaria Alpi e Miran Hrovatin il riconoscimento è stato tributato per il loro impegno a favore di una giusta e vera informazione, che ha portato entrambi ad essere uccisi a Mogadiscio nel 1994 per la loro inchiesta sul traffico di rifiuti tossici ed armi in Somalia, un omicidio su cui pesano ancora molte incognite.

A don Francesco Cavazzuti, 83 anni, infine viene tributato questo riconoscimento a trent’anni dall’attentato di cui è rimasto vittima in Brasile nel 1987, per l’impegno missionario svolto per conto della Diocesi di Carpi, città dove nel 2007 è rientrato.

Ricordiamo che nei mesi scorsi il Senato ha approvato in via definitiva la legge per l’Istituzione della Giornata in memoria dei Giusti per l’umanità il 6 marzo, dopo che era già era stata istituita nel 2012 la Giornata Europea dei Giusti dal Parlamento europeo, accogliendo l’appello lanciato dall’associazione Gariwo e sottoscritto da migliaia di cittadini.

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