www.OdoardoFocherini.it, Giusto e Beato
15Apr/190

In memoria di Luisa Modena

Odoardo Focherini e la sua rete di salvataggio saranno ricordati il prossimo 28 aprile a Modena, all'interno dell'iniziativa organizzata per commemorare il primo anniversario della scomparsa di Luisa Modena

Programma dell'evento:

Anna Festi (Biblioteca della Fondazione S. Carlo), Un ricordo di Luisa Modena Marini
Mauro Perani (Professore Ordinario di Ebraico presso il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna, a Ravenna), Le pergamene ebraiche ritrovate a Modena nel contesto della comunità israelitica locale fra XV e XVII secolo
Fulvio Diego Papouchado (Archivio di Stato, Bologna) e Gianni Braglia (Associazione Terra e Identità, Modena), Gli Ebrei a Modena sotto gli Estensi
Eugenio Salmi (architetto), Il ghetto di Modena
Nunzia Manicardi (scrittrice, saggista, giornalista), Le leggi razziste del '38 e la figura di Angelo Fortunato Formiggini
Maria Peri (insegnante, saggista), Le persecuzioni nazi-fasciste e l'operato di un Giusto tra le Genti, Odoardo Focherini

Teatro Fondazione San Carlo, ore 15.00

04-28 programma convegno

 

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4Apr/190

Dire giovani

BOLOGNA – Una lezione sull’importanza della volontà individuale e della responsabilità di ognuno per combattere il razzismo. Questo il tema dell’incontro che si è svolto al liceo ‘Fermi’ di Bologna all’interno del progetto ‘Più uguali che diversi’ con un’ospite d’eccezione, Maria Peri, nipote di Odoardo Focherini, uno dei Giusti tra le Nazioni, coloro che aiutarono gli ebrei a fuggire durante le deportazioni nazifasciste.

Protagoniste dell’incontro sono state le storie di queste donne e uomini che hanno anteposto l’umanità e la solidarietà all’indifferenza, andando contro le leggi pur di salvare i loro simili, fino a perdere la vita nei campi di concentramento. Storie che diventano attuali se paragonate al contesto storico contemporaneo, alla fuga dalla guerra e dalle persecuzioni, ai rifugiati, al pericolo delle traversate, alla clandestinità, tutti elementi che hanno fatto da filo conduttore durante l’incontro.

Odoardo Focherini, che fu giornalista e amministratore dell’Avvenire e presidente dell’Azione Cattolica di Carpi, oltre che ‘Giusto tra le Nazioni’ è stato proclamato beato dalla Chiesa cattolica per aver aiutato un centinaio di ebrei a fuggire clandestinamente in Svizzera. Focherini operò con l’aiuto della moglie e di Don Dante Sala.

Tante le domande degli studenti, tra cui alcuni sono richiedenti asilo, che hanno ascoltato il racconto di Maria Peri sulla rete di aiuti e sulle vie di fuga che vennero attivate dai cittadini emiliani per salvare gli ebrei che abitavano nei loro paesi. Domande sul passato e sul presente per capire come sì può reagire alla propaganda e alla paura, per conoscere la storia e comprendere il presente.

Al Fermi di Bologna la solidarietà contro l’indifferenza

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5Mar/190

Il Ribelle

3 marzo 1944: 75 anni fa il primo numero del foglio clandestino che da Brescia giungeva in tutto il Nord fornendo un punto di vista cattolico alla Resistenza.
Tra i collaboratori anche il beato ucciso nei lager

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All’inizio del marzo 1944, nel pieno della guerra partigiana, fu pubblicato a stampa a Milano il primo dei ventisei numeri di 'il Ribelle', un foglio sino ad allora diffuso in ciclostile con il titolo 'Brescia libera'. Era nato in quella città pochi mesi prima, tenacemente compilato da un gruppo di patrioti, alcuni dei quali nei mesi della Resistenza furono arrestati: Carlo Bianchi, presidente della Fuci milanese, fucilato a Fossoli il 12 luglio 1944, Franco Rovida, Rolando Petrini e Luigi Monti scomparsi a Mauthausen all’inizio del 1945, e Teresio Olivelli che morirà nel Lager di Hersbruck il 12 gennaio 1945, a causa di percosse infertergli per aver soccorso e difeso un compagno di prigionia. È stato tra i frutti più importanti della stampa clandestina nella Resistenza, un foglio che faceva innervosire gli occupanti tedeschi e i loro complici fascisti. 'Il Ribelle' era una voce dichiaratamente cattolica che non rifiutava la collaborazione degli altri elementi del Comitato di Liberazione Alta Italia, da cui era sostenuto, purché non si inneggiasse alla violenza in sé, alla vendetta e all’odio contro il nemico, ma si tenessero ferme le ragioni morali dell’opposizione all’invasore. Se ne pubblicarono, come s’è detto, ventisei numeri, diffusi in tutta l’Italia del Nord, e accanto a essi dodici 'quaderni' monografici. Uscivano quasi regolarmente - una specie di miracolo, considerando le difficoltà imposte dalla situazione -, fra le dieci e le quindicimila copie, stampate prima a Milano, poi a Lecco, ma datate da Brescia.

L’anniversario dalla fondazione di 'il Ribelle' restituisce la memoria di un periodo drammatico per il nostro Paese quando, dal settembre 1943 all’aprile 1945, la Resistenza popolare impegnò nella repressione una decina di divisioni dell’invasore tedesco e la totalità delle truppe del regime fascista di Salò, al servizio dell’occupante. Ricorda, inoltre, il contributo culturale e di pensiero che alla liberazione è stato offerto dal mondo cattolico, dai suoi caduti, dalla comunità dei credenti che sosteneva i partigiani, dall’opera di quanti soccorrevano i perseguitati. Con figure esemplari di testimoni, come appunto Teresio Olivelli. Non soltanto combattente ma anche 'firma' di 'il Ribelle', al quale ha collaborato nei primi mesi con scritti e pagine che ben rappresentano l’opposizione dei cristiani alle tirannie. Non si tratta di una eccezione culturale: in molti dei ventotto Paesi sotto il tallone nazista cattolici e protestanti conducevano la loro lotta anche per mezzo della stampa, come in Francia con 'Témoignage Chrétien' e in Olanda con 'Il Canzoniere dei pezzenti'; e fiorivano numerose altre iniziative che non lasciavano tranquilli gli invasori. Olivell morirà a Hersbruck quindici giorni dopo aver portato conforto, alla vigilia di Natale del ’44, a un compagno gravemente infermo, Odoardo Focherini, spirato quella stessa sera. Dei due non restano reliquie fisiche: i loro corpi, com’era costume nei Lager, furono inceneriti. Rimane in compenso la commovente icona dell’incontro, in un luogo di disperazione come un campo di concentramento, di due credenti ai quali la Chiesa riconoscerà in seguito il titolo di beati.

Prima di essere arrestato nell’aprile del ’44 Olivelli aveva fatto in tempo a collaborare ai due iniziali numeri di 'il Ribelle' scrivendo, sotto lo pseudonimo di Cursor, una sorta di manifesto del combattente cristiano: «Ribelli: così ci chiamano, così ci vogliamo. Il loro disprezzo è la nostra esaltazione. Il loro 'onorato' servaggio alla legalità straniera fermenta l’aspro sapore della nostra libertà. La loro sospettosa complice viltà conforta la nostra fortezza. Siamo dei ribelli: la nostra è anzitutto una rivolta morale». «Lottiamo – aggiunge – per una più vasta e fraterna solidarietà degli spiriti e del lavoro, nei popoli e fra i popoli, anche quando le scadenze appaiono lontane e i meno tenaci si afflosciano: a denti stretti anche se il successo immediato non conforta il teatro degli uomini, perché siamo consapevoli che la vitalità d’Italia risiede nella nostra costanza, nella nostra volontà di resurrezione, di combattimento, nel nostro amore ». Di 'il Ribelle' una copia veniva regolarmente mandata (quasi una beffa) al commissario capo Ugo Osteria, che la trasmetteva ai comandi tedeschi.

Si trovarono sempre nuovi redattori al posto di quelli arrestati, torturati, uccisi. Nello stesso tempo con i citati 'quaderni' si cercava di impostare in modo razionale una visione politica del futuro, come ad esempio con lo «Schema di discussione di un programma ricostruttivo di ispirazione cristiana», quasi certamente dovuto a Olivelli e dal quale oggi si potrebbe forse imparare qualche cosa per la gestione della politica. Resta, oltre tutto, un documento che fa parte della coscienza morale dell’umanità, La preghiera del ribelle: «Signore che fra gli uomini drizzasti la Tua Croce - così inizia quel celebre testo -, segno di contraddizione, che predicasti e soffristi la rivolta dello spirito contro le perfidie e gli interessi dominanti, la sordità inerte della massa, a noi oppressi da un giogo numeroso e crudele che in noi e prima di noi ha calpestato Te fonte di libere vite, dà la forza della ribellione… ». Per concludere: «Dio della pace e degli eserciti, Signore che porti la spada e la gioia, ascolta la preghiera di noi ribelli per amore».

 

Da: https://www.avvenire.it/agora/pagine/olivelli-e-gli-altri-tenacia-da-ribelli-per-amore?fbclid=IwAR2EmiZXaiU2uk1ko4TJ8Xwv6CdJtiYE5UkDIBL4Xlz0YXN-5SAyrvHLkj8

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4Mar/190

Il Giardino si allarga

Carpi, tre nuovi alberi dedicati ai Giusti dell’umanita'

 

 

 

 

 

 

Nella mattinata di mercoledì 6 marzo nell’area verde dell’ITI Da Vinci di Carpi verranno piantati tre alberi a ricordo di Berta Caceres, Maria Quinto e Daniela Pompei e Salvo d’Acquisto, in occasione della Giornata in memoria dei Giusti dell’Umanità.
L’iniziativa, che prenderà il via alle ore 9.45 con l’incontro con le classi dell’istituto, è la quarta promossa dall’amministrazione comunale e dal locale Comitato Scientifico del Giardino dei Giusti, nominato nel 2015.

I Giusti sono tutti coloro dei quali, in coerenza con l’idea del Giardino dei Giusti ricavato presso il Museo di Yad Vashem a Gerusalemme (dove sono presenti anche i nomi di don Dante Sala e Odoardo Focherini), si ricordano l’attività e il sacrificio personale nella lotta ai crimini e alle discriminazioni commessi contro l’umanità.

Nel corso della breve cerimonia di mercoledì e che precederà la piantumazione degli alberi (prevista alle ore 10.45), interverranno il Sindaco Alberto Bellelli, Annalisa Melodi del Comitato Scientifico del Giardino dei Giusti e il Dirigente scolastico Marcello Miselli, oltre ad una rappresentanza degli alunni dell’istituto, che accompagneranno la cerimonia con proprie riflessioni.

Ricordiamo che l’anno scorso il Senato ha approvato in via definitiva la legge per l’Istituzione della Giornata in memoria dei Giusti per l’umanità il 6 marzo, dopo che era già era stata istituita nel 2012 la Giornata Europea dei Giusti dal Parlamento europeo, accogliendo l’appello lanciato dall’associazione Gariwo e sottoscritto da migliaia di cittadini.

Da: http://www.sassuolo2000.it/2019/03/04/carpi-tre-alberi-dedicati-ai-giusti-dellumanita/

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10Feb/190

AC Carpi

Busto e testamento di Odoardo Focherini nella sala della presidenza diocesana di Azione Cattolica nelle diocesi di Carpi
Il centro diocesano "casa dell'azione cattolica" è intitolato a Odoardo.

 

 

 

 

 

 

 

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6Feb/190

Nuovo video

Nuovo video sulla Pietra d'Inciampo in memoria di Odoardo Focherini

 

 

http://www.indicatoreweb.it/una-pietra-dinciampo-per-focherini/

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5Feb/190

Cremona

Giusti di Israele, a Spazio Comune
la conferenza di Sante Maletta

 

 

Il 2 Febbraio, presso i locali di Spazio Comune, si è tenuto l’incontro su ‘I giusti d’Israele’ tenuto dal professor Sante Maletta, docente di Filosofia Politica all’Università di Bergamo, ed organizzato dal Comitato di Quartiere 10-Po. Il Presidente del Comitato di Quartiere 10-Po, Matteo Tomasoni, dopo aver ringraziato Maletta per la disponibilità, ha posto l’accento sull’importanza di organizzare eventi culturali rivolti ai cittadini di tutte le fasce d’età. Sulla promozione di momenti culturali da parte dei comitati di quartiere si è soffermato anche il consigliere Luca Burgazzi, presidente della Commissione cultura del Comune. Nel suo intervento introduttivo, portando i saluti dell’Amministrazione Comunale, ha rimarcato “l’impellente necessità di riflettere e commemorare le vittime, insieme a coloro, i Giusti, che si prodigarono per salvare ed accudire le persone perseguitate, educandosi ed educando le nuove generazioni alla strenua ricerca del bene e del senso di umanità”.

Dopo l’introduzione a cura del consigliere del comitato e moderatore dell’incontro, Stefano Bocci, Maletta si è concentrato sul “fondamentale operato umano e storico” dei cosiddetti ‘Giusti d’Israele’, cioè tutte quelle persone che, nella quotidianità della loro vita, si impegnarono per sottrarre alle persecuzioni naziste gli ebrei altrimenti destinati ai campi di sterminio, mettendo a forte repentaglio non solo la propria vita – talvolta perdendola -, ma anche quella dei propri cari ed il proprio posto di lavoro. Maletta, dopo aver effettuato alcune considerazioni di carattere storico-filosofico, è passato ad illustrare brevemente l’edificazione del ‘Giardino dei Giusti (Yad Vashem)’ a Gerusalemme, l’istituzione della commissione per la ricerca e la nomina dei Giusti, nonché le vicissitudini di alcuni di questi, tra i quali gli organizzatori desiderano menzionare Giovanni Palatucci – al quale è dedicato il piazzale antistante la stazione ferroviaria di Cremona -, Odoardo Focherini con don Dante Sala, Carlo Angela, Giorgio Perlasca, Moshe Bejski ed altri ancora. “E’ bene ricordare che tutte queste persone, per lo più rimaste anonime – ha concluso – agirono nella più naturale spontaneità, senza alcuna premeditazione e preconcetto, lasciandosi guidare dal senso di fraternità, di amore e di profonda umanità. Mi rivolgo e vi rivolgo questa domanda: come ci saremmo comportati, noi tutti, in tali circostanze?”

 

Da: https://www.cremonaoggi.it/2019/02/04/giusti-di-israele-a-spazio-comune-la-conferenza-del-prof-maletta/

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