www.OdoardoFocherini.it, Giusto e Beato
10Feb/190

AC Carpi

Busto e testamento di Odoardo Focherini nella sala della presidenza diocesana di Azione Cattolica nelle diocesi di Carpi
Il centro diocesano "casa dell'azione cattolica" è intitolato a Odoardo.

 

 

 

 

 

 

 

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6Feb/190

Nuovo video

Nuovo video sulla Pietra d'Inciampo in memoria di Odoardo Focherini

 

 

http://www.indicatoreweb.it/una-pietra-dinciampo-per-focherini/

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5Feb/190

Cremona

Giusti di Israele, a Spazio Comune
la conferenza di Sante Maletta

 

 

Il 2 Febbraio, presso i locali di Spazio Comune, si è tenuto l’incontro su ‘I giusti d’Israele’ tenuto dal professor Sante Maletta, docente di Filosofia Politica all’Università di Bergamo, ed organizzato dal Comitato di Quartiere 10-Po. Il Presidente del Comitato di Quartiere 10-Po, Matteo Tomasoni, dopo aver ringraziato Maletta per la disponibilità, ha posto l’accento sull’importanza di organizzare eventi culturali rivolti ai cittadini di tutte le fasce d’età. Sulla promozione di momenti culturali da parte dei comitati di quartiere si è soffermato anche il consigliere Luca Burgazzi, presidente della Commissione cultura del Comune. Nel suo intervento introduttivo, portando i saluti dell’Amministrazione Comunale, ha rimarcato “l’impellente necessità di riflettere e commemorare le vittime, insieme a coloro, i Giusti, che si prodigarono per salvare ed accudire le persone perseguitate, educandosi ed educando le nuove generazioni alla strenua ricerca del bene e del senso di umanità”.

Dopo l’introduzione a cura del consigliere del comitato e moderatore dell’incontro, Stefano Bocci, Maletta si è concentrato sul “fondamentale operato umano e storico” dei cosiddetti ‘Giusti d’Israele’, cioè tutte quelle persone che, nella quotidianità della loro vita, si impegnarono per sottrarre alle persecuzioni naziste gli ebrei altrimenti destinati ai campi di sterminio, mettendo a forte repentaglio non solo la propria vita – talvolta perdendola -, ma anche quella dei propri cari ed il proprio posto di lavoro. Maletta, dopo aver effettuato alcune considerazioni di carattere storico-filosofico, è passato ad illustrare brevemente l’edificazione del ‘Giardino dei Giusti (Yad Vashem)’ a Gerusalemme, l’istituzione della commissione per la ricerca e la nomina dei Giusti, nonché le vicissitudini di alcuni di questi, tra i quali gli organizzatori desiderano menzionare Giovanni Palatucci – al quale è dedicato il piazzale antistante la stazione ferroviaria di Cremona -, Odoardo Focherini con don Dante Sala, Carlo Angela, Giorgio Perlasca, Moshe Bejski ed altri ancora. “E’ bene ricordare che tutte queste persone, per lo più rimaste anonime – ha concluso – agirono nella più naturale spontaneità, senza alcuna premeditazione e preconcetto, lasciandosi guidare dal senso di fraternità, di amore e di profonda umanità. Mi rivolgo e vi rivolgo questa domanda: come ci saremmo comportati, noi tutti, in tali circostanze?”

 

Da: https://www.cremonaoggi.it/2019/02/04/giusti-di-israele-a-spazio-comune-la-conferenza-del-prof-maletta/

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28Gen/190

Rassegna stampa dal Trentino

Articoli apparsi in questi giorni sui giornali "Vita Trentina" e "L'Adige" in ricordo delle origini trentine di Odoardo Focherini e Maria Marchesi

Vita Trentina:  vt2401_06     vt2401_07

L'Adige:

 

 

 

 

 

 

 

 

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27Gen/190

Ac e santita’ popolare: Odoardo Focherini

Beato Odoardo Focherini (1907-1944)

 

Odoardo Focherini a Mirandola, 1929

 

A ridosso della Giornata della memoria vogliamo ricordare la santità popolare di Odoardo Focherini: proclamato beato nel 2013, Giusto tra le nazioni per aver salvato un centinaio di ebrei durante la seconda guerra mondiale, laico di Ac di cui varrebbe la pena conoscere meglio la storia. L’Azione Cattolica Vicentina, pochi anni fa, si è messa sui suoi passi con il campo mobile adulti a Fossoli e Carpi, e l’attualità della testimonianza di Focherini viene ribadita in questi giorni anche da una “pietra d’inciampo” posta in sua memoria a Mirandola, dove abitò con la famiglia prima dell’arresto e della deportazione in un lager tedesco.

Focherini nasce a Carpi nel 1907, terzo di quattro figli, e la madre lo affida alla cura educativa di Zeno Saltini (presidente Ac che poi, ordinato prete, fonderà la comunità Nomadelfia). Odoardo sperimenta tutta la vitalità dell’oratorio, tra gli amici e nell’impegno nell’apostolato, in un ambiente formativo sia umano che spirituale. Fin da giovanissimo è coinvolto in prima persona nella vita della chiesa di Carpi e nell’Azione cattolica, un coinvolgimento che segna profondamente la vita di Odoardo. Le testimonianze raccontano un giovane frenetico, vulcanico animatore in mille ambiti di vita, dalla chiesa allo sport, dalla carità all’alpinismo (fonderà anche lo scoutismo nella diocesi di Carpi).
A ventinove anni è nominato presidente dell’Azione cattolica diocesana, negli anni in cui la tensione tra chiesa e regime si acuisce sempre più anche a motivo dell’opera educativa dell’Ac. Non mancheranno le occasioni di scontro tra Focherini e le autorità fasciste, per esempio quanto Odoardo rifiuta di portare il distintivo del partito nazionale fascista perseverando invece nell’uso del distintivo associativo.
Sposato con Maria e padre di sette figli, Odoardo svolge diverse professioni, ma senza mai staccarsi dal mondo della stampa e del giornalismo: giovanissimo corrispondente per l’Osservatore Romano e per l’Avvenire d’Italia, diverrà amministratore proprio di quest’ultimo giornale. Quello culturale-giornalistico per Focherini è un terreno in cui spendere la propria capacità organizzativa e in cui impegnarsi nella battaglia contro le idee anticristiane.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale Odoardo si è ormai definitivamente allontanato da un fascismo anche di facciata e si introduce sempre più nella strada della resistenza civile (anche attraverso il coinvolgimento nella rete politica clandestina intessuta a livello nazionale dal gruppo di Alcide De Gasperi, che intende dar vita a un nuovo partito di ispirazione cristiana). E la rete di amicizie e di condivisione associativa, intrecciata negli anni di impegno su è giù per l’Italia, sarà utile a Odoardo in questa fase, nell’opera di salvataggio di tanti ebrei. La rete di salvataggio che Focherini coordina insieme a don Dante Sala serve a preparare documenti falsi, proteggere e nascondere, curare gli spostamenti e la logistica delle fughe in Svizzera. Sono anni febbrili, in cui, tuttavia, la tensione altissima e il rischio enorme non spengono mai il sorriso e la luce sul volto di Focherini.
L’11 marzo 1944 Odoardo viene arrestato e interrogato ripetutamente (scrive “non dimentico lo spirito anticattolico del tono e di certe domande dovute alla mia attività all’Ac”). Al cognato che lo visita in carcere dice: “Se tu avessi visto, come ho visto io in questo carcere, cosa fanno patire agli ebrei, non rimpiangeresti se non di non aver fatto abbastanza per loro. Se non di non averne salvati in numero maggiore”. Alla moglie scrive: “Fiat voluntas Dei, Mariolina, e con immutata certezza che tutto dobbiamo donare con generosità, accettiamo con animo il più sereno possibile la croce, se verrà, più pesante e avanti”.
Viene trasferito al campo di concentramento di Fossoli, dove ritrova Teresio Olivelli (partigiano cattolico beatificato nel 2018), conosciuto in Ac. Sono anche queste amicizie che aiuteranno Odoardo a dare senso all’impegno per la salvezza degli altri, fino al dono di sé, e lo aiuteranno a comprendere di aver scelto la parte giusta dalla quale stare.
Da Fossoli viene deportato a Bolzano e infine al campo tedesco di Flossenburg, dove si ammalerà e morirà, nella sola compagnia di Olivelli che ne raccoglie il testamento spirituale: “Dichiaro di morire nella più pura fede cattolica apostolica romana e nella piena sottomissione alla volontà di Dio, offrendo la mia vita in olocausto per la mia diocesi, per l’Azione cattolica, per L’Avvenire d’Italia e per il ritorno della pace nel mondo”.
Odoardo muore a soli trentasette anni, negli ultimi giorni del 1944. Del suo corpo mortale non rimane traccia, bruciato come altre milioni di vittime dello sterminio nazista.
La notizia della sua morte giungerà in Italia soltanto a guerra conclusa. Insieme al dolore, crescono da subito i riconoscimenti per la sua testimonianza di martire della carità, nel sacrificio in favore dei perseguitati e in una vita spesa a servizio degli altri per amore di Cristo.
Per la sua opera di salvataggio degli ebrei, nel 1969 è fra i primi italiani a ricevere il titolo di “Giusto tra le nazioni” (la più alta carica che lo stato di Israele concede a non ebrei).

“La figura di Odoardo Focherini si inserisce nella memoria del bene, sia per la grandezza del gesto compiuto sia per l’attualità del suo messaggio: attenzione e cura verso chi è in difficoltà, anche quando è cosa difficile e rischiosa, anche quando richiede di farsi coinvolgere in prima persona, di dare il meglio di sé” (I. Vellani, M. Peri, F. Manicardi, Odoardo Focherini. Il sorriso distintivo della santità, AVE, Roma 2013).
La santità di Odoardo Focherini, uomo che ha attraversato la vita squarciandola con la sua quotidianità normale e straordinaria allo stesso tempo, ci ricorda oggi più che mai che “chi salva una vita salva il mondo intero” (Talmud).

“Intrepida testimonianza evangelica di un laico così generoso che a imitazione di Cristo si prodigò incessantemente per la salvezza dei fratelli” (Benedetto XVI).

“È stato uomo tra gli uomini, vestito di panni simili ai nostri, vicino alle nostre pene, alle nostre tentazioni, al nostro affannoso lavoro, un uomo come noi, ragazzi come fummo, padri come siamo, con le nostre stesse esperienze, ma con in più una fede adamantina, una ricchezza spirituale ridondante: un uomo che al nostro affanno, al nostro sospiro di sofferenti che fanno spesso soffrire, ha saputo offrire un sorriso di consolazione, di distensione come quello che ha illuminato sempre il suo volto” (G. Lampronti).

“Una lampada accesa che è stata messa sul moggio per illuminare gli uomini in alcune delle pagine più nere della nostra storia. E che continua a illuminarci” (Vellani-Peri-Manicardi, op. cit.).

Enrico Zarpello

Da: http://www.acvicenza.it/news/ac-santita-popolare-odoardo-focherini/

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22Gen/190

Generare Memoria

Francesco Manicardi parteciperà all'evento presso la parrocchia di San Ludovico D'Angiò, Marano di Napoli

 

 

 

 

 

 

 

 

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21Gen/190

Avvenire

Odoardo Focherini, amministratore dell'Avvenire d'Italia, morì in un campo di concentramento in Germania nel 1944.
E Carpi dà l'addio alla sua secondogenita Maddalena, medico

 di Luigi Lamma

È la prima "Pietra d'inciampo" nella provincia di Modena quella recentemente posta in memoria del Beato Odoardo Focherini a Mirandola davanti al civico 58 di piazza Costituente, per iniziativa dell'Associazione culturale Educamente in collaborazione con le istituzioni del territorio.

Nativo di Carpi (Modena), beatificato nel 2013, Giusto tra le nazioni per aver salvato un centinaio di ebrei durante la seconda guerra mondiale, Focherini abitò in piazza Costituente a Mirandola con la moglie e i sette figli per quattro anni in quella che era la residenza di famiglia prima dell’arresto e della deportazione in Germania, dove morì in un campo di concentramento il 27 dicembre 1944.

Le "pietre d'inciampo", ideate e realizzate dall'artista tedesco Gunter Demnig, vengono murate nel selciato davanti alle ultime abitazioni dei deportati nei lager.

La cerimonia di posa della 'pietra d'inciampo' a Mirandola

La cerimonia di posa della "pietra d'inciampo" a Mirandola

«Non dobbiamo dimenticare – ha affermato il vescovo di Carpi, monsignor Francesco Cavina, intervenuto alla cerimonia – che Focherini ha agito come sappiamo perché era un cristiano autentico, perché viveva la sua fede con impegno. Se non si considera questo, si rischia di menomare la memoria di Odoardo». Presente alla posa della pietra anche Francesco Lampronti, il cui bisnonno e nonno furono messi in salvo da Focherini. «Nell'attività di giornalista per l'Avvenire d'Italia – ha sottolineato, ricordando come Focherini fu anche amministratore del quotidiano cattolico bolognese – Odoardo è stato promotore della verità e paladino della buona stampa. Tanto ha dunque da insegnarci in quest'epoca in cui la verità nell'informazione è messa a rischio dalle fake news».

Non solo Odoardo

La secondogenita del beato carpigiano e di Maria Marchesi, Maddalena Focherini, è morta a Carpi il 6 gennaio dopo una lunga malattia. Un punto di riferimento per la città, sia sotto il profilo umano che professionale. Donna generosa, colta, intelligente, ha saputo «concretizzare la testimonianza dei genitori nell’operare quotidiano», ricorda il nipote Odo Semellini. «Olga, mia madre (la più grande dei sette figli del beato, ndr) – prosegue la nipote Paola Semellini – diceva che la zia era la persona che più assomigliava al nonno e alla nonna». «Mia sorella Lena (così veniva chiamata in famiglia, ndr) – racconta commossa Paola, la più piccola – mi ha sempre aiutata. Mi ha fatto da mamma. Era perfetta».

Una giovane Maddalena Focherini tra i colleghi dell'ospedale di Carpi

Una giovane Maddalena Focherini tra i colleghi dell'ospedale di Carpi

Maddalena Focherini era medico, specializzata in anestesia, rianimazione e cardiologia. Una donna stimata e di grande cultura: «La conoscenza era per lei apertura verso il mondo – spiega la nipote Maria Peri –. Mi ripeteva sempre: "Il sapere ti porta a essere una persona vera, come tale capace di relazionarti con gli altri". Dai genitori ha preso il senso dell’accoglienza: casa sua era sempre aperta, a tutti». Anche l’ospedale di Carpi deve tanto alla dottoressa Focherini: è stata il primo primario del sevizio di Anestesia e rianimazione del "Ramazzini", nonché una delle prime donne primario in Italia in questa specialità.
ha collaborato Maria Silvia Cabri

 

Da: https://www.avvenire.it/attualita/pagine/una-pietra-d-inciampo-per-il-beato-odoardo-focherini

 

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